Batte cassa anche Provenzano. Il capo dei capi di Cosa Nostra chiede i danni allo Stato che gli avrebbe riservato un trattamento inumano in carcere. E’ partito il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo

Il “capo dei capi” chiede i danni all’Italia. Si, proprio così. Bernardo Provenzano, attraverso i suoi legali, ha presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo chiedendo la condanna del nostro governo che gli avrebbe riservato un trattamento inumano durante la sua detenzione: 41 bis cui è sottoposto nonostante le gravissime condizioni di salute. Nel ricorso i due legali che rappresentano Provenzano, Rosalba Di Gregorio e Franco Marasà, denunciano una continua e rietuta violazione delle norme europee di detenzione e per questo motivo chiedono al nostro Stato un risarcimento che preveda una riparazione per i danni patrimoniale e morali subiti. Dopo la cattura di Totò Riina, Provenzano è stato il leader indiscusso di Cosa Nostra, fino a quando non è stato catturato nei dintorni di Palermo nell’aprile del 2006. Dopo una latitanza durata più di quarant’anni, sulle sue spalle pendono numerose condanne all’ergastolo.

 

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