Bollette ogni 28 giorni, il Consiglio di Stato respinge i ricorsi delle compagnie telefoniche. Via libera alle sanzioni e ai rimborsi

dalla Redazione
Cronaca

La sesta sezione del Consiglio di Stato ha respinto, con 3 dispositivi di sentenza depositati questa mattina, i ricorsi presentati da Fastweb, Vodafone e Wind Tre contro la fatturazione mensile, anziché a 28 giorni, stabilita dell’Agcom. L’appello principale presentato dai tre operatori riguardava le compensazioni dei giorni ‘erosi’, mentre quello incidentale era stato proposto contro la decisione del Tar di dimezzare le multe decise dall’Agcom. Le sanzioni iniziali, che ammontavano a un milione e 60 mila euro, rimangono quindi ridotte a 580 mila euro. Nelle sentenze di oggi non figura Tim che aveva presentato ricorso successivamente e sul quale il Consiglio di Stato non si è ancora pronunciamento.

I consumatori hanno accolto positivamente la notizia. “Vittoria! Habemus rimborsum! Era ora! Finalmente si chiude una brutta e vergognosa vicenda e viene riconosciuto il sacrosanto diritto dei consumatori di riavere quello che le compagnie telefoniche hanno indebitamente percepito violando le delibere dell’Authority” ha commentato il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona.

“Ora – aggiunge Dona – le compagnie dovranno restituire i giorni illegittimamente erosi. I giorni di rimborso che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, ossia i primi giorni di aprile 2018. Gli operatori dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli erosi (eventualmente spalmati su più fatture)”.

Il meccanismo dei rimborsi sarà quello della compensazione con le fatturazioni future. “Si apre definitivamente la strada ai rimborsi diretti in favore degli utenti – ha spiegato il presidente del Codacons Carlo Rienzi – che dovrebbero ricevere un indennizzo quantificabile tra i 30 e i 50 euro ciascuno per le maggiori spese sostenute a causa dell’illegittima pratica delle bollette a 28 giorni”.

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