Bonifici, immobili e contanti. La rete di D’Amico e Savoini. Al vaglio della Finanza 14 operazioni sospette. Nel mirino l’associazione Lombardia-Russia

di Alessandro Righi
Cronaca

Ora nella Lega la paura fa novanta. Perché sotto la lente della Guardia di Finanza è finita una serie di operazioni sospette che fanno capo agli uomini che, per conto della Lega, hanno gestito i rapporti con la Russia. Tutte elencate in un rapporto riservato delle Fiamme Gialle, come rivelato ieri dal Corriere della Sera, e relative a “prelevamenti in contanti in sequenza, trasferimenti di somme su conti esteri per milioni di euro, investimenti immobiliari effettuati da società o dai rappresentanti legali per spostare capitali”.

FIUME DI DENARO. Un rapporto nato dalle segnalazioni relative – si legge nell’articolo – al consigliere di Matteo Salvini a Palazzo Chigi, Claudio D’Amico, e all’ex portavoce Gianluca Savoini, uno dei presenti all’incontro del 18 ottobre scorso all’Hotel Metropol di Mosca durante il quale si discusse un (presunto) finanziamento da 65 milioni di euro di cui avrebbe dovuto beneficiare proprio la Lega oltre ad alcune associazioni nate allo scopo di favorire le relazioni tra i due Paesi e utilizzate come schermo per gli affari. “Un fiume di denaro di cui si sta cercando di ricostruire origine e destinazione anche per accertare se alcuni passaggi possano essere serviti ad occultare i 49 milioni di rimborsi elettorali per il Carroccio che risultano spariti”, spiega il Corsera.

Il report su D’Amico risale al 2012 ed è relativo “all’esecuzione di 14 prelevamenti in contanti in sequenza temporale (da gennaio 2011 a marzo 2012) per complessivi 110mila euro dal conto corrente intestato al Gruppo Lega Nord Padania presso il Banco di Napoli in seguito all’accreditamento di bonifici con cadenza mensile di 8.460 euro provenienti dalla Camera dei Deputati con causale ‘saldo ricevute’…”. Ma non è tutto. Un faro è stato acceso anche sull’associazione Lombardia-Russia che D’Amico gestisce insieme a Savoini, così come la Orion llc, “società con sede a Mosca creata come rappresentanza commerciale di aziende”. Le relazioni intessute dai due portano anche a Oleg Ossipov, fino al vertice della fondazione Rossotrudnichstvo. “È il padre di Irina Ossipova, l’interprete amica di Savoini che ha seguito Salvini nei numerosi viaggi in Russia e nel 2016 fu candidata al Comune di Roma per Fratelli d’Italia”.

Scrive la Finanza: “Ossipov risulta segnalato per rilevanti movimentazioni finanziarie che ammontano a 2 milioni 253mila euro tra aprile 2015 e marzo 2016. A fronte di consistenti bonifici dalla Russia sul suo conto (per circa 900mila euro) seguono bonifici in uscita (per circa 760mila euro) disposti a favore di altro conto corrente intestato a lui e ad altre cinque persone fisiche con causali riguardanti il pagamento degli stipendi”. Strategica viene ritenuta pure l’associazione Conoscere Eurasia rappresentata da Antonino Fallico, presidente di Banca Intesa Mosca, che ha avuto un ruolo nelle trattative del Metropol.

INCROCI PERICOLOSI. “Non a caso nel dossier viene citato l’avvocato Andrea Mascetti componente del board che viene menzionato nel corso della riunione proprio come partner affidabile”. Per non parlare della Rosneft Oil Company, “controparte delle negoziazioni italo-russe durante l’incontro”, menzionata “per l’operatività anomala riconducibile a Galina Lazareva, moglie del direttore finanziario Petr Ivanovich Lazarev”. Tra il 2016 e il 2017 la donna ha ricevuto “9 milioni di euro provenienti dalla Russia, in particolare 3 milioni di euro il 22 settembre 2016 da Banca Intesa Russia tramite bonifico disposto dal marito con causale “regalo”; bonifico per circa 3 milioni pervenuto sul conto corrente in dollari Usa giustificato come controvalore di dividendi percepiti in quanto socia della Winkler Limited con sede a Gibilterra; a novembre 2017 e gennaio 2018 ulteriori 5,4 milioni di euro di cui parte del coniuge Lazarev, giustificati quali saldo finanziario di una vendita di un immobile in Finlandia. A fronte della provvista sono stati emessi assegni circolari per 1,2 milioni di euro finalizzati all’acquisto di immobili; a maggio 2018 oltre 3 milioni e mezzo di euro da un conto russo per vendite immobiliari” sulle quali sono in corso ulteriori verifiche.

OGGI AL RIESAME. Una registrazione illecita, è questa la carta su cui punta la difesa di Gianluca Savoini, indagato nell’inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega, per chiedere al tribunale del Riesame il dissequestro di computer e cellulari. Nella memoria, che sarà discussa oggi e in cui non sarà presente l’indagato, si impugna la legittimità del sequestro eseguito a luglio dalla Guardia di finanza su richiesta della procura di Milano. “Non essendo certa la provenienza del file audio – spiega la fonte – non si può porre alla base di un provvedimento di sequestro”. Se la captazione è illecita, e non si conosce in che modo e da chi è stata fatta il 18 ottobre scorso all’hotel Metropol di Mosca (nella foto), allora non può legittimare un sequestro. I giudici del Riesame hanno cinque giorni per decidere.

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