Buona scuola. Bussetti archivia il flop di Renzi. E il Miur si appresta anche snellire la burocrazia per favorire il dialogo tra mondo accademico e aziende

dalla Redazione
Politica

La Buona Scuola dell’ex Governo Renzi è stato un fiasco. Lo ha detto senza peli sulla lingua il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti secondo cui la riforma del precedente esecutivo: “si è data molta attenzione ad altri temi e non ai ragazzi”. Secondo il ministro, infatti, si è parlato molto dei professori e poco degli studenti. Ma è su questi, vero e proprio patrimonio del Paese, che deve concentrarsi l’attività di riforma della politica perché costituiranno la classe dirigente degli anni a venire. Proprio per questo l’attività dell’Esecutivo intende metterli al centro del proprio progetto di riforma che, per la prima volta da molti anni a questa parte, cercherà di tenere in considerazione “anche il personale amministrativo, troppo spesso dimenticato” ma che costituisce uno snodo fondamentale.

Il Miur si appresta anche a snellire la burocrazia per favorire il dialogo tra mondo accademico e aziende. È quanto previsto dalle nuove linee guida elaborate dal ministero per l’accreditamento dei corsi di dottorato elaborate dal Dipartimento per la formazione superiore e la ricerca, quest’ultimo guidato da Giuseppe Valditara. Tra le proposte quella relativa ai criteri di selezione del collegio dei docenti del dottorato per la quale non si userà più la Vqr, ossia la Valutazione della Qualità della Ricerca, perché basterà essere nelle condizioni di poter superare un’abilitazione professionale e aver pubblicato negli ultimi cinque anni articoli e saggi su riviste scientifiche e di settore. Inoltre sarà data particolare attenzione ai dottorati industriali favorendo convenzioni con le aziende.