Caso Siri, i pm di Milano vogliono analizzare lo smartphone del suo assistente. Ora sarà la Giunta per le immunità a decidere se autorizzare il sequestro

di Nicola Scuderi
Politica

Dopo aver chiuso la partita sul sequestro del Pc, ieri la Giunta per le immunità parlamentari è tornata ad occuparsi del caso che ha coinvolto il senatore Armando Siri. Al centro della discussione questa volta è finita la richiesta integrativa dei magistrati che vogliono l’autorizzazione al sequestro di un Apple Iphone X in uso a Marco Luca Perini, anch’egli indagato nel medesimo procedimento che sta creando non pochi grattacapi al fedelissimo di Salvini.

Uno smartphone che era stato recuperato lo scorso 29 luglio durante una perquisizione, nell’ambito dell’inchiesta relativa a due mutui sospetti contratti a San Marino, portata a termine dai finanzieri di Milano e in cui, secondo i pm, potrebbero esserci elementi determinanti. Così ieri la giunta ha affrontato la questione, ascoltando l’ex sottosegretario ai Trasporti della Lega che, nell’occasione, ha anche depositato una memoria scritta.

DIFESA A OLTRANZA. Intercettato dai cronisti dopo la sua audizione, il senatore del Carroccio ha spiegato che: “È andata bene ho esposto le mie ragioni alla Giunta e poi naturalmente la Giunta avrà modo di fare le sue determinazioni”. Poi ragionando sull’inchiesta che Siri sta vivendo come una persecuzione, tanto da averlo scritto sui social, l’uomo si è voluto togliere i sassolini dalla scarpa spiegando: “Sono sempre assolutamente disponibile, però bisogna dare coerenza e sostanza alle inchieste sennò tutto diventa pretestuoso”.

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