Che affare il finanziamento delle armi. Il caso Valsabbina: la banchetta locale diventata superbanca dell’export bellico

di Stefano Sansonetti
Economia

C’è da scommettere che anche nella comunità finanziaria pochi addetti ai lavori la conoscano. Del resto la Banca Valsabbina, sede a Vestone (provincia di Brescia), è un piccolo istituto di credito popolare con sportelli in Lombardia e Veneto. Insomma, una di quella banche legate al tessuto territoriale di piccole e medie imprese. Invece, sorpresa, da oggi è una delle più importanti “banche armate”, quelle attraverso le quali passano le maggiori transazioni finanziarie legate all’esportazioni di armi. Il nome della Valsabbina emerge dalle tabelle allegate all’ultima relazione del Governo sull’export di armamenti.

Si tratta del report dal quale emerge che nel 2016 il valore delle esportazioni italiane ha toccato i 14,6 miliardi di euro, in netto incremento rispetto ai 7,9 del 2015 e ai 2,6 del 2014. I dettagli curiosi, però, spuntano dalle tabelle allegate dal ministero dell’economia. In particolare c’è un elenco che censisce il peso economico delle transazioni per istituto di credito. Ne viene fuori che l’anno scorso, attraverso gli operatori bancari, sono transitate operazioni per un totale di 3,75 miliardi di euro, riferite anche a transazioni autorizzate dal ministero degli esteri e dal ministero della difesa in anni precedenti. Ebbene, il peso maggiore ce lo ha avuto Unicredit, che complessivamente ha gestito operazioni per 1,2 miliardi. Al secondo posto Deutsche Bank con 797 milioni.

Sorpresa – E al terzo posto, incredibile ma vero, proprio la piccola Banca Valsabbina, con transazioni per 262 milioni. E’ appena il caso di far notare che l’istituto bresciano si è piazzato davanti a colossi come Intesa, Bnl, Banco Popolare, Commerzbank, Royal Bank of Scotland, Banco Santader, Citibank e via dicendo. Ma come sono spiegabili queste operazioni della Valsabbina, soprattutto se si considera che due anni fa le transazioni gestite ammontavano a 40 milioni (cifra peraltro già cospicua per una piccola popolare)? Naturalmente dai documenti allegati alla relazione non è possibile sapere per quale fornitore e compratore le singole banche hanno agito. Ma l’elemento geografico può fornire un indizio. Come detto la Valsabbina ha sede nella provincia di Brescia, a Vestone. In provincia di Brescia ha sede anche la Fabbrica D’Armi Beretta, una delle aziende più famose, che però dall’elenco relativo all’export 2016 diviso per aziende risulta aver esportato armi per 29 milioni. Troppo poco per le transazioni della Valsabbina. Approfondendo la ricerca, però, si scopre che in provincia di Brescia, per la precisione a Ghedi, ha sede anche la Rwm Italia, società che produce bombe ed è controllata dal colosso tedesco Rheinmetall. Accanto alla voce Rwm Italia l’elenco riporta esportazioni per 268 milioni, volume più vicino alle transazioni gestite dalla Valbassina. Di più, perché tra i Cab (Codice avviamento bancario) riportati accanto alla banca bresciana ce n’è uno proprio riferito alla filiale di Ghedi, dove ha sede la Rwm. Ora, è noto che la Rwm nel 2016 ha venduto bombe soprattutto all’Arabia Saudita, in guerra contro lo Yemen.

Commenti

  1. Sergio

    Meno male che almeno un’ industria è in attivo o pensate sia meglio farla fallire per sentirsi più tranquilli……. e passare le commesse alla Germaia.

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