Caso Consip, è scontro dopo le dimissioni di Ferrara e Ferrigno che fanno decadere l’intero cda. La Lega attacca: Marroni deve restare e parlare

dalla Redazione
Cronaca

Sono arrivate le dimissioni di Luigi Ferrara e Marialaura Ferrigno, rispettivamente presidente e consigliera del cda della Consip. Di conseguenza è decaduto l’interno board di cui fa parte anche l’amministratore delegato Luigi Marroni che però ha confermato di non voler fare alcun passo indietro.

Presto verrà concocata l’assemblea per la nomina dei nuovi vertici della società controllata dal ministero del Tesoro. Proprio i nuovi vertici dovranno essere nominati da Marroni che risulta una delle figure centrali all’interno dell’indagine che vedono al centro la centrale di acquisti della pubblica amministrazione. “Marroni deve parlare. Se ha sollevato dubbi su appalti, politica e sinistra deve poterlo dire e noi non accetteremo che venga silenziato”, ha detto oggi Matteo Salvini, segretario della Lega, intervistato da Maria Latella su Sky Tg24. “Sono assolutamente contrario all’ipotesi Marroni lasci la Consip. Deve poter parlare e dire se c’è stato qualcosa di illecito. Non vorrei che azzerassero tutto perché c’è qualcuno che vuole parlare”.

Che tutto finisco nel silenzio vuole scongiurarlo anche il senatore di Idea Andrea Augello che in una lunga nota ha spiegato: “Leggo con curiosità su alcuni quotidiani di oggi che a seguito delle dimissioni del cda di Consip sarebbe stata scongiurata la votazione prevista per martedì mattina al Senato della nostra mozione. In realtà le cose non stanno affatto così: il fatto che si siano dimessi il presidente e un consigliere di amministrazione determina, è vero, lo scioglimento del cda, tuttavia non soltanto Marroni resta in carica fino alla convocazione dell’assemblea degli azionisti, ma sussiste anche la possibilità teorica che in quella sede le dimissioni vengano respinte. Può sembrare”, continua la lunga nota, “un paradosso, ma non sarebbe meno paradossale che Padoan accettasse queste due dimissioni dopo aver respinto per due volte quelle di Marroni. Discutere o non discutere la nostra mozione dipende dunque soltanto da una decisione politica di chi l’ha sottoscritta. Come primo firmatario e presentatore, ritengo doveroso ringraziare tutti i senatori che con la loro firma hanno reso possibile l’azzeramento dei vertici della Consip: molti giornali oggi dimenticano che accanto alle firme di ‘Idea’ ci sono quelle di Forza Italia, della Lega, del Movimento 5 Stelle, del Gal, del gruppo misto, e persino di qualche senatore di maggioranza. Lunedì discuteremo con tutti questi colleghi il da farsi e martedì comunicheremo la nostra decisione”.