Conte, il nuovo ponte di Genova sarà consegnato nei tempi previsti. In arrivo un dl sblocca cantieri: “Avviare nuove opere che servano realmente al Paese”

dalla Redazione
Politica
Genova Ponte Morandi

“Il crollo del ponte di Genova è una ferita profonda che ha lasciato dei traumi che non si cancellano e ha rilevato anche in modo scioccante la vulnerabilità delle nostre infrastrutture e in quell’immagine di un ponte spezzato c’è in modo indelebile impressa nella nostra memoria questa vulnerabilità. Sta a noi fare in modo che quell’immagine non sia l’inconografia del dolore, ma della rinascita del nostro Paese”. E’ quanto ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel suo intervento all’inaugurazione dello stabilimento Fincantieri Infrastructure a Valeggio sul Mincio (Verona). “Non mancheremo alle nostre promesse – ha detto ancora il presidente del Consiglio – e ci impegneremo al massimo per completare le opere nei tempi previsti. Ci impegneremo perché la ricostruzione sia rapida ed efficiente. Questo governo è molto ambizioso, cerca di risolvere tanti problemi, ma non perde di vista l’orizzonte più ampio: ridare al lavoratore la sua dignità e offrire alle società le regioni di un nuovo umanesimo per la dignità del lavoro”.

“Il 2019 – ha aggiunto il premier – è l’anno degli investimenti, siamo qui per fare ripartire il Paese e quindi dobbiamo completare le opere ferme da anni e avviare anche opere nuove che servano realmente al Paese, che ne accrescano la competitività e che rispondano agli interessi dei cittadini. Il ministro Toninelli sta lavorando e abbiamo pressoché completato il decreto legge che porteremo a un prossimo Consiglio dei ministri, un Dl che consentirà di sbloccare molte opere che sono rimaste ferme negli anni per intralci burocratici o per eccesso di previsioni normative. Siamo al lavoro per sbloccare i cantieri – ha aggiunto Conte -, per completare il più ambizioso programma che sia stato concepito di riforme e investimenti negli ultimi anni per rilanciare il Paese, per accrescere la fiducia che è un sentimento che purtroppo è rimasto offuscato negli ultimi anni. Il governo farà la sua parte”.

“Salvaguardare il lavoro – ha proseguito il presidente del Consiglio – deve costituire una priorità della politica industriale del nostro Paese. Non dobbiamo mai dimenticare che il lavoro non è solo un fattore di produzione, una fonte di reddito, ma anche fonte di dignità della persona, ce lo ricorda l’art. 36 della Costituzione. Lavoro e dignità, quindi, devono tornare a essere coniugati. Gli anni della crisi economica hanno favorito e accelerato processi di scomposizione e declino delle forme di istituti che avevano modellato il tessuto sociale in cui ci eravamo riconosciuti per tanti anni. Hanno prodotto paura e smarrimento minando uno dei fattori decisivi per la crescita e il progresso sociale: la fiducia. Dobbiamo lavorare per invertire questo processo. Questo governo è molto ambizioso, cerca di risolvere tanti problemi, ma non perde di vista l’orizzonte più ampio: ridare al lavoratore la sua dignità e offrire alle società le regioni di un nuovo umanesimo per la dignità del lavoro”.