Conte tira dritto. Approvato anche il lodo sulla prescrizione. Senza le ministre renziane il Consiglio dei ministri decolla

di Raffaella Malito
Politica

Un Consiglio dei ministri surreale quello che ieri sera era chiamato a dare (e ha dato) il via libera alla riforma del processo penale e a discutere il lodo Conte bis. Ma alla fine, nel ddl della riforma approvata entrano anche le norme che modificano la prescrizione della legge Bonafede in vigore dal primo gennaio. Anche se questo non esclude che l’articolo riguardante il lodo Conte bis possa essere poi stralciato e trasformato o in un emendamento alla proposta di legge Costa o in una diversa proposta di legge. Assenti le ministre renziane – Elena Bonetti (Famiglia) e Teresa Bellanova (Agricoltura) – in segno di protesta sul dossier giustizia.

Surreale, dunque, per le assenze e per lo scontro consumato qualche ora prima tra il leader di Italia viva Matteo Renzi e il presidente del Consiglio. Giuseppe Conte ha illustrato al telefono ai leader e anche al capo dello Stato Sergio Mattarella la complessità della situazione dopo che Iv ha votato, per la terza volta, con le opposizioni. Ma il Quirinale, pur preoccupato, si riserva di indicare i suoi orientamenti solo di fronte a una situazione di crisi conclamata. Ad ogni modo Conte non si è lasciato intimorire dai veti renziani e ha proceduto per la sua strada. Il Cdm ha approvato la riforma del processo penale con dentro il lodo Conte bis, diversamente da quanto si fosse ipotizzato. Ovvero che i nodi sul tavolo (leggi: prescrizione) sarebbero stati rinviati per evitare una spaccatura totale nel governo.

Tra i dem c’è chi, come il capo dei senatori Andrea Marcucci, spinge per trovare altri spazi di mediazione e “recuperare” i renziani: rinviare al secondo grado il blocco della prescrizione a Italia Viva potrebbe andare bene. La prescrizione, invece secondo l’intesa raggiunta da Pd-M5S-Leu, si sospenderà dopo la condanna in primo grado e tornerà a decorrere retroattivamente in caso di assoluzione in appello mentre diventerà definitiva in caso di doppia condanna. Il Guardasigilli Alfonso Bonafede finora ha, peraltro, sempre chiuso la porta a nuove mediazioni: “Non esiste alcun lodo Conte ter”. Se Renzi ha sfidato Conte (“Provi a creare una maggioranza senza di noi”, ha detto baldanzoso), Conte ha raccolto il guanto di sfida.

Anche se Iv non ci crede molto, continuano a circolare voci sui potenziali responsabili pronti a sostenere Conte: si fanno i nomi di Lorenzo Cesa, Massimo Mallegni, Paolo Romani e Antonio Saccone. Così come circolano le voci su quanti in Iv non sarebbero disposti a seguire Renzi nell’all-in con il premier. Considerato anche il taglio dei parlamentari in vigore in pochi tornerebbero in Parlamento. Per la maggioranza ballano i numeri al Senato dove ci sarà il test del dl intercettazioni ma anche Montecitorio, quando arriverà in aula il 24 la proposta di legge Costa (Forza Italia), che punta a stoppare la riforma Bonafede, sarà una prova importante per la maggioranza. La maggioranza – fatta eccezione per i renziani – ha spinto per mettere nero su bianco il lodo Conte bis. Un modo per blindarlo dopo il blitz che aveva tentato mercoledì il ministro Bonafede che ne aveva cambiato il testo, provocando l’ira degli alleati. Il Cdm ha anche approvato il decreto Olimpiadi di Milano-Cortina e Atp Finals di Torino.

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