Dall’Italia contributo decisivo per risolvere la crisi in Libia. Conte: “Serve una soluzione politica sotto l’egida dell’Onu. Ci batteremo con l’Ue affinché si apra un confronto interno”

dalla Redazione
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GIUSEPPE CONTE

“L’Italia è concentrata perché la crisi libica sia concentrata verso una soluzione politica. C’è il forte impegno congiunto all’interno dell’Ue per promuovere una sostenibile soluzione politica sotto l’egida della Nazioni Unite. Una soluzione che potremo cercare di percorrere già dalla Conferenza di Berlino”. E’ quanto ha detto, parlando della crisi libica, il premier Giuseppe Conte, incontrando il Primo ministro olandese, Mark Rutte. “La premessa che si mantenga questa tregua tra opposte fazioni e che si apra un confronto intra-libico in grado di consegnare ai libici un futuro di prosperità, benessere, autonomia e indipendenza”, ha aggiunto il premier. “La nostra posizione chiara e coerente – ha aggiunto Conte -: non vi è alcuno spazio per una soluzione militare. Ci batteremo perché l’Ue possa avere con noi questo ruolo quale migliore garanzia per un futuro indipendente della Libia”.

“Il cessate il fuoco è una notizia positiva – ha detto, invece, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso dell’informativa in Senato – perché è condizione indispensabile per il dialogo politico. Nel raggiungimento di questo primo, anche se fragile risultato, l’Italia ha fatto la sua parte, abbiamo indicato e perseguito l’obiettivo di una tregua, la strada è ancora molto lunga e difficile e richiede un impegno costante e corale. In Libia sono ore e giornate cruciali, una Libia sovrana, unita e in pace è la priorità assoluta per l’Italia, per la nostra sicurezza nazionale e per la stabilità della regione”.

“Il fatto che Haftar non abbia firmato il documento – ha aggiunto il ministro degli Esteri – fa capire quanto sia complessa la situazione libica, lo sforzo di Turchia e Russia dimostra che nessun paese da solo può pensare di risolvere una crisi complessa, l’intera comunità internazionale è chiamata a intervenire in maniera corale. Abbiamo accolto con favore l’annuncio della conferenza di Berlino del 19 gennaio, è una buona notizia e rappresenta un importante passo avanti, questo è stato possibile anche grazie all’incessante lavoro dell’Italia con tutti gli attori di questa complessa crisi”.

“La contrapposizione – ha detto ancora Di Maio parlando al Senato – è aggravata dalle interferenza di attori internazionali e regionali esterni a sostegno dell’una e dell’altra parte. Abbiamo stigmatizzato tutte le forme di ingerenza esterna nel paese. Molte sono state le critiche sul ruolo dell’Ue e dell’Italia, critiche legittime e in alcuni casi utili. L’emergere di attori geopolitici esterni sia stato favorito da inerzie, divisioni e spazi vuoti anche nell’Ue. Passi avanti sono stati realizzati. L’Italia ha dato contributo importante e potrà continuare a farlo se sulle polemiche di corto respiro prevarrà una visione lungimirante e condivisa. In politica estera dobbiamo essere uniti”.

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