Derby sovranista in Toscana a colpi di menù. Sold out la cena con Salvini a Firenze, pienone in vista pure per la Meloni

di Laura Tecce
Politica

Fuori ad attenderlo ci saranno le immancabili “sardine”, ma più di mille e ducentro persone hanno già prenotato al Tuscany Hall domani sera per cenare a Firenze con il Capitano Matteo Salvini. Del resto la Lega in Toscana in un solo anno è passata da 39 sezioni a 120, e sondaggi ed elezioni locali continuano a premiarla un po’ ovunque. Evento sold out, in pochi giorni, grande partecipazione e grande entusiasmo – non è un segreto che il leader del Carroccio sogni di espugnare le ultime roccaforti rosse, Emilia Romagna a gennaio e Toscana in primavera – ma chi si aspetta il nome del candidato del centrodestra che si cimenterà nell’impresa resterà deluso.

Ridotte al lumicino le speranze di misurarsi sul campo per la “leonessa” di Cascina Susanna Ceccardi, neo europarlamentare ed ex coordinatrice regionaledel partito in Toscana, ora in mano al “commissario” Daniele Belotti da Bergamo. Il segretario federale Salvini su questo punto è stato chiaro: “Susanna è bravissima e penso che lavorerà bene in Europa”, aveva detto l’ex ministro a proposito della sua fedelissima dalla sala stampa di Palazzo Vecchio, dove i consiglieri comunali fiorentini l’avevano invitato per una prima uscita in vista delle regionali l’8 novembre scorso. “Un amministratore, meglio se un sindaco, perché un sindaco è la figura che garantisce maggiore concretezza. Poco importa che abbia o meno la tessera della Lega in tasca”, questo l’identikit svelato in quell’occasione dal leader.

Potrebbe corrispondere al profilo dell’attuale primo cittadino di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna ma di ufficializzare un nome ancora non se ne parla e soprattutto la scelta dipenderà anche dagli accordi con gli alleati di coalizione, accordi non ancora perfezionati per le Regioni chiamate alle urne in primavera e, a onor del vero, neanche per la Calabria al voto il prossimo 26 gennaio, dove il candidato a governatore dovrebbe essere espresso da Forza Italia. Anche in Campania l’indicazione spetterebbe agli azzurri ma Salvini ha già fatto sapere che al momento di ufficiale non c’è nulla, neanche Stefano Caldoro, “incoronato” da Silvio berlusconi in persona. A scalpitare è anche Fratelli d’Italia, che ad oggi dovrebbe avere la certezza di un suo uomo in corsa per le Marche ma i cui esponenti si dicono certi di poter esprimere anche il candidato a governatore per la regione Puglia.

Non la pensano esattamente così i deputati pugliesi eletti col Carroccio: “Sarebbe importante avere almeno un governatore leghista al meridione per dare un segnale forte e tangibile del fatto che la Lega è adesso un partito nazionale, non possiamo essere considerati figli di un Dio minore”, suona più o meno così la confidenza, raccolta in Transatlantico, di un leghista pugliese della prima ora, oggi parlamentare sotto le insegne di Alberto da Giussano.

Partita ancora apertissima da nord a sud, dunque, con la convinzione che ormai per il partito guidato da Salvini non esistano più territori inespugnabili. Intanto, per tornare alla Toscana, Giorgia Meloni ha annunciato che sarà al Mandela Forum di Firenze il prossimo 19 dicembre per la cena degli auguri di Natale organizzata da Ecr (European Conservatives and Reformists Group), il gruppo parlamentare del Parlamento europeo dei conservatori e sovranisti a cui Fratelli d’Italia ha aderito. L’appuntamento darà lo slancio alla campagna elettorale e, forti del consenso crescente, le aspettative degli organizzatori sono alte: riempire l’ex palasport con almeno duemila persone. Un messaggio politico chiaro: la destra (non solo salviniana) c’è. Giorgia c’è.

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