Dibattito aperto tra i grillini. E’ l’ora delle scelte per il futuro. Le battaglie storiche si vanno esaurendo: serve una svolta. E anche a sinistra c’è chi propone di andare oltre

di Clemente Pistilli
Politica

Per porre un argine alle destre è necessaria una proposta alternativa. Non la semplice creazione di un contenitore o un’alleanza in chiave anti-Salvini, ma un ripensamento profondo interno alle forze democratiche, per presentare ai cittadini un progetto credibile fondato su valori che hanno sempre contraddistinto la Repubblica. L’idea lanciata dal senatore pentastellato Primo Di Nicola (leggi la lettera) ha trovato subito consensi, sia all’interno del Movimento 5 Stelle che del centrosinistra.

“Trovo l’iniziativa di Primo Di Nicola molto apprezzabile”, dichiara il senatore pentastellato Mario Giarrusso, sostenendo di essere “abbastanza” sulla stessa linea e di ritenere importante discutere cosa fare in futuro con gli attivisti riuniti in assemblee. Ad avvertire ancor più l’urgenza di cambiare rotta per continuare a proporsi come alternativa ai sovranisti e cercare di continuare a cambiare il Paese è poi il senatore M5S Elio Lannutti, che senza mezzi termini sostiene che il Movimento ha già perso la sua carica propulsiva. “La crisi – afferma Lannutti – è del mondialismo e della sinistra, che invece di difendere diritti, valori e principi è andata a braccetto proprio con chi fa strame ogni giorno di quei diritti. O si cambia rotta o questo vento di destra diventerà inarrestabile”. Movimento 5 Stelle da ripensare dunque e cambiare: “Siamo nati per denunciare le malefatte e oggi andiamo a braccetto con quelle istituzioni che hanno cancellato i diritti, fatto i crack bancari e industriali, con le banche, dopo che abbiamo denunciato anche il risparmio tradito”.

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio – prosegue – sono stati grandi pensatori, mentre oggi abbiamo Giuseppe Conte, un avvocato che doveva essere avvocato del popolo e poi….”. Lannutti è categorico: “Abbiamo fatto tante cose, come il Reddito di cittadinanza, ma non abbiamo saputo comunicarle e portarle bene avanti. Non siamo stati adeguati e spero che Grillo tiri fuori qualcosa di nuovo. Temo che qualcuno si sia fatto ammaliare dal potere e non ragioni più. Siamo a un bivio: o si cambia o proseguiamo sulla strada attuale che è quella dell’irrilevanza”. Convinto invece che ci sia poco da cambiare è l’europarlamentare Dino Giarrusso. “Penso che il Movimento debba continuare per la sua strada – specifica l’ex iena – perché è riuscito a fare riforme importantissime anche con Salvini. M5S quando porta gli altri sui suoi programmi e valori vince e fa bene. L’importante è evitare il contrario. Non credo alle alleanze fisse – prosegue – almeno in questo perioco storico. Meglio valutare di volta in volta contratti o accordi, soprattuto con liste civiche. Importante è ascoltare gli attivisti e stare molto sui territori”.

La proposta di Di Nicola convince anche il centrosinistra. “Penso che Di Nicola faccia un’analisi seria – sostiene Vasco Errani, senatore di Leu – e penso che vi sia la necessità per il centrosinistra di fare un passo in avanti. Bisogna ritrovare una chiara identità, funzione, progetto per questa società, perché diversamente c’è una destra che dà dei riferimenti che sono pericolosi e preoccupanti. Occorre trovare forza e coraggio non solo nel riconoscere questo ma anche per aprire un percorso condiviso, costituente, su valori, programmi, progetti”. Posizione analoga a quella dell’europarlamentare dem Massimiliano Smeriglio. “I problemi sono tanti tra progressisti e M5S – dichiara Smeriglio – ma è una necessità storica costruire stabilmente un arco democratico che faccia argine a nazionalisti e razzisti. Dobbiamo guardare avanti con lucidità e coraggio”.

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