E la Capitale si scoprì ingovernabile

di Gaetano Pedullà

Hanno poco da ridere avversari del Pd e del Centrodestra. Gli scogli sui quali si è infranta la squadra di Virginia Raggi erano ampiamente segnalati sulla rotta. Nessuno aveva mai immaginato che governare Roma potesse essere una navigazione facile. Certo, la fuga in massa del capo di gabinetto scoperto incompatibile dall’Autorità anticorruzione, dell’assessore al Bilancio, dei vertici delle aziende di trasporti e rifiuti, sa di disfatta dell’intero modello di amministrazione dei Cinque Stelle. E di sicuro non è un buon segnale sulla possibilità di attuare i programmi salvifici annunciati in campagna elettorale. La Raggi è però in sella da appena due mesi. Un tempo nel quale non è avvenuto quasi niente, ma che resta troppo breve per tracciare già da adesso un bilancio. E se è vero che pezzi della sua squadra l’hanno mollata, è altrettanto vero che i suoi elettori sono tutti con lei, forse persino più convinti di prima. Per questo non si capisce la gioia degli avversari politici, ieri così diffusa sul web, felici di vedere la sindaca lasciata isolata. Sinistra e destra oggi più allo sbando di ieri, lasciati soli non dai loro amministratori ma dai cittadini.

  • honhil

    E’ tutto lo Stivale ingovernabile, per il semplicissimo fatto che ciascun eletto e ciascun burocrate e ciascun manager è un ras. Chiunque è dietro una scrivania, fosse anche la scrivania del più scalcagnato degli uscieri, detta legge: la propria legge. Da Ragusa, dalla procura di Ragusa, arriva un esempio di questo modo personalistico di mischiare le carte a proprio uso e consumo. Il fatto è di primo piano: riguarda «il caso del cittadino indiano denunciato il 16 agosto scorso con l’accusa d’aver tentato di rapire una bimba di 5 anni sulla spiaggia di Scoglitti» e gli strascichi che si è lasciato dietro per il di lui mancato fermo. «Il reato da contestare – dice con ironia il procuratore capo di Ragusa Carmelo Petralia, intervistato da Repubblica Palermo – sarebbe quello di ‘presa di bambina in braccio’, ma il nostro Codice non lo prevede». Una chiara ed esemplare dimostrazione del fatto che l’unico a fare l’indiano, prendendo per i fondelli l’opinione pubblica, è quel procuratore capo, alfine di difendere la posizione di quella procura. Poco curandosi, forse nella foga dell’intervista, della chiave di lettura e dell’effetto che avesse potuto scatenare la sua ironia dal sapore un po’ troppo extra legem. Tuttavia, ancora peggio, molto peggio, sembra il messaggio che lancia ai tanti squilibrati e pedofili che girano in ogni ora del giorno e della notte per lo Stivale. Che da adesso in poi faranno valere a loro piacimento il proprio diritto di ‘presa di bambina in braccio’. Tanto troveranno sempre un togato alla Carmelo Petralia che li scagionerà. Mentre i genitori con figli minori non sapranno più a che Santo votarsi. Si è chiesto mai quel magistrato, per quale cazz@ di motivo quel signore ha preso in braccio la bambina? Qual è la pulsazione che ha soddisfatto, nel farlo? No, quel procuratore, evidentemente non ha avuto bisogno di farsi alcuna domanda. Nella veste di procuratore capo, psichiatra, psicologo e psicoterapeuta ha fatto tutto lui e ha deciso, insindacabilmente, che no, quell’indiano, non voleva rapire la bimba. No davvero.

  • Saverio Schinzari

    L’unica categoria sanzionata dagli stessi soggetti della Casta a cui appartengono. E vivono tutti felici e contenti !…….. E strapagati profumatamente !……

  • Saverio Schinzari

    Tempo al tempo.E’ evidente che c’è un tentativo di screditare la Raggi e il Movimento 5 Stelle. L’operazione è importante perchè se dovessero fallire a Roma, tutto il movimento farebbe KaraKiri. Indubbiamente c’è stato un pizzico di ingenuità nella conduzione della scelta degli assessori da parte del sindaco, ma da qui ad allinearsi ai pareri di parte degli stessi che hanno distrutto la capitale nell’ultimo ventennio, ce ne corre. Roma ha un debito di ben 13 milardi di euro e 500 miloni di euro l’anno sono i soldi che i romani tolgono dalle tasche per ripagare il debito della città. E’ evidente che in tali condizioni di grave defaillance finanziaria non è assolutamente conciliabile la futura operazione Olimpiadi a Roma. E questo spiace molto, in particolare ai tanti palazzinari che detengono le leve dell’informazione della carta stampata e ai tanti personaggi politici e del sottobosco collegato a tali forze economiche. Lasciatela lavorare, bensi’ ricordatevi del Sala sindaco di Milano che tanto piace a Renzi, indagato e probabilmente ineleggibile per aver nascosto varie proprietà in Svizzera, che nominava assessore al bilancio il suo socio e capo gabinetto il curatore della sua campagna elettorale, spendendo in nomine più della Raggi, mentre revocava dopo appena cinque giorni il suo segretario generale Antonella Petrocelli imputata per turbativa d’asta. Ma nessuno ne ha parlato, la censura dell’informazione allineata ha così deciso. Signori miei, per dirla come qualcuno che siede in alto, siamo ricaduti nel mondo de ” La Settimana Incom ” e dell’istituto Luce. Auguri.

 

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