Il 25 aprile liberiamoci almeno dall’ipocrisia

di Gaetano Pedullà

In questo Paese dei campanili, diviso da sempre e irrimediabilmente in Orazi e Curiazi, Guelfi e Ghibellini, terroni e polentoni, e chi più ne ha più ne metta, figuriamoci se c’è speranza che il 25 Aprile finisca di essere la festa di una parte e diventi una ricorrenza di tutti. Pragmaticamente, Giorgia Meloni ha rilanciato l’idea di fare pace e patta celebrando la nostra giornata nazionale il 4 novembre, anniversario della vittoria nella Grande guerra e in fin dei conti primo momento di partecipazione dal Piemonte alla Sicilia a qualcosa di decisivo, per quanto si trattò di un massacro.

Una via di fuga dalla responsabilità di fare tutti i conti con la storia, per quanto Matteo Salvini ha fatto anche di peggio, e da ministro delle forze di polizia se l’è svignata dalle celebrazioni per andarsene a Corleone. Qui oggi farà sentire la presenza dello Stato a chi combatte armi in pugno la mafia, indossando però la felpa col nome di Siri, cioè il suo sottosegretario che si ostina a lasciare al governo nonostante sia indagato e abbia spinto una legge sollecitata da un socio del re dell’eolico in Sicilia, Vito Nicastri, per il quale proprio ieri sono stati chiesti dodici anni di carcere, con l’accusa di aver favorito il capo di cosa nostra Matteo Messina Denaro.

Prima di ogni cosa la festa della Liberazione dovrebbe dunque liberarci dall’ipocrisia, a partire da quella di chi ostenta un rassicurante spirito democratico ma poi rimpiange derive fasciste e autoritarie, tollerando striscioni e movimenti tristemente nostalgici. Ecco, ci liberassimo da questa ipocrisia sì che sarebbe un’altra festa.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Manovra Gratta e perdi. La visita di Conte al Colle non annuncia niente di buono

Fossimo in tempi di pace non ci sarebbe niente di strano a vedere il capo del Governo che sale al Colle per aggiornare il Presidente della Repubblica su cosa bolle in pentola nella Manovra finanziaria. Ma questi sono tempi in cui tutte le categorie del passato sono saltate, e mettere d’accordo Cinque Stelle, Pd e…

Continua

Il Carroccio ha gettato la maschera

Quando si a ha che fare con gli ultrà della Lega centinaia di indizi non fanno una prova. L’avevamo appena visto con le penose accuse al premier Giuseppe Conte, colpevole di aver condotto in segreto la trattativa sul Fondo salva-Stati (Mes). Fesserie smentite con ben 26 tra stenografici, documenti e atti parlamentari. Invece di scusarsi…

Continua

Il grande bluff dei finti sovranisti

Verrebbe da dire che non ci sono più i sovranisti di una volta. I nostri guardiani un tanto al chilo della superiorità nazionale ieri avevano altro da fare che scusarsi per aver difeso a oltranza le finte ragioni dei franco-indiani di ArcelorMittal, in fuga dall’Ilva a causa del ritiro dello scudo penale. Anziché compiacersi di…

Continua

A chi giova Casamonica star in Tv

Per ogni passo avanti ne facciamo subito due indietro. Ecco come un Paese civile e fantasioso come il nostro è finito nelle retrovie di tutte le classifiche del benessere, dalla cultura (solo il 5% dei giovani studenti capisce quello che legge!) all’economia, alla legalità. Proprio qui siamo fenomeni. Non contenti dei danni che ha fatto…

Continua

Una svolta Capitale sul crimine

Chissà per quale motivo le cosche di Corleone o dei casalesi sono sempre state considerate mafia e camorra mentre i clan altrettanto criminali della Capitale e del litorale romano invece no. Neppure la famigerata banda della Magliana, con i suoi intrecci col terrorismo e i servizi segreti deviati, è stata mai considerata pericolosa quanto cosa…

Continua

I politici e il dovere di spiegare

Quanti sacrifici fanno gli italiani per la casa. E in quanti guai si infilano i politici per un tetto affittato a due euro dallo Stato o comprato con modalità anomale e senza averne i soldi. L’ultimo di una lista che va da Claudio Scajola alla Trenta, è Matteo Renzi, che secondo un’inchiesta di Emiliano Fittipaldi…

Continua

Finito il contributo pubblico i partiti sono affamati

La Notizia di ieri sembrava profetica, con il dato mai conosciuto prima di 53mila politici – dai parlamentari ai consiglieri di municipi – legati a qualche fondazione o think tank, dietro cui possono celarsi finanziamenti illeciti. Esattamente l’ipotesi dei pm di Firenze che ieri hanno ordinato una serie di perquisizioni in tutta Italia indagando su…

Continua

Nuove gare per le autostrade. Solo così si guarda lontano. Oggi i privati sono troppo favoriti

La nuova tragedia sfiorata sull’autostrada Torino-Savona incrocia due problemi diversi e però profondamente intrecciati tra loro. Il primo è la fragilità del nostro territorio, per cui servono moltissimi interventi di prevenzione del rischio idrogeologico. Per realizzarli tutti non bastano diverse decine di miliardi, ma il piano Proteggi Italia presentato dal premier Giuseppe Conte a marzo…

Continua

La Lega è il partito del conflitto morale

Siccome ogni coinvolgimento in vicende giudiziarie fa aumentare – e non diminuire come dovrebbe – i consensi alla Lega, nemmeno le intercettazioni del costruttore Luca Parnasi che incontra in casa propria Matteo Salvini perché non si sappia in giro, e finanzia con 250mila euro l’associazione Più voci vicina al Carroccio, scuoteranno l’elettorato del Capitano. Nessun…

Continua

Governo sempre più in bilico. Il futuro di Conte è legato all’esito del voto in Emilia

Hanno mandato giù tanti di quei rospi che adesso non ce l’hanno fatta più, e ieri un numero di elettori più modesto del solito sulla piattaforma Rousseau ha messo la maggioranza tra Cinque Stelle e Pd ancora più in bilico di quanto non lo fosse già per le distanze madornali sulla riforma della giustizia e…

Continua