Il Governo durerà. Ecco perché

di Gaetano Pedullà

Alzi la mano chi è sfuggito in questi giorni ad almeno una discussione sulla tenuta traballante del Governo. I più accorti assicurano che lo show down arriverà alle europee, ma non mancano gli spericolati pronti a scommettere che a Palazzo Chigi la Troika fa sbaraccare prima, grazie alla miracolosa comparsa di moltitudini di parlamentari responsabili. A noi che a certi miracoli non crediamo, non ci resta che guardare i fatti piuttosto che le intenzioni, per non parlare delle illusioni di chi non sa più che inventarsi per scardinare il contratto tra Cinque Stelle e Lega. Fatti che ieri ci hanno dato l’ennesima prova di una tenuta persino sorprendente, con la fiducia sul decreto sicurezza passata senza intoppi. Aver messo la fiducia, obietterà adesso il solito ben informato, è di per sé un segno di debolezza. Ma le cose non stanno così e pur nella differenza genetica delle due forze politiche che compongono la maggioranza, gli obiettivi finali prevalgono sulle scaramucce di giornata, sui mal di pancia degli ufficiali di complemento e sulle continue tentazioni di sondaggi che invogliano Salvini ad andare al voto per guadagnare pochi punti e il Movimento a fare lo stesso per non perderne altrettanti. I fatti, dunque, insieme alla logica, suggeriscono che l’Esecutivo non solo va avanti, ma sta accelerando, come dimostra l’unica lettura che pochi commentatori hanno dato sulla fiducia messa ieri per archiviare in fretta una norma ormai condivisa e cucinare entro l’anno un sacco di altra roba: il ddl anticorruzione, il decreto fiscale e ovviamente la Manovra.

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