La vicenda Siri. Le sparate di Salvini. Gli attacchi alla Raggi. Ora vi dico se il Governo dura o no

di Gaetano Pedullà

Curiosa metamorfosi ieri per Matteo Salvini, effetto evidente dei nuovi venti in arrivo dalle Procure. Il ministro che vuole mettere i prefetti al posto dei sindaci incapaci – a suo dire – di agire con forza contro il degrado delle città, se l’è presa ancora una volta con la sindaca Virginia Raggi, registrata illegalmente in una conversazione nella quale cercava ruvidamente di risolvere il problema dei rifiuti a Roma.

La prima cittadina, accusata dall’ex amministratore della società (ir)responsabile della raccolta, dice quello che tutti i romani ripetono ogni giorno, senza per questo correre il rischio di commettere un crimine, e cioè che la Capitale è tremendamente sporca. Il suo manager però non ci sta a modificare i conti dell’azienda che non funziona, nonostante il bilancio sia stato già bocciato in Campidoglio, e pertanto invece di dimettersi incide tutto e vedremo se la magistratura ravviserà eventuali elementi di reato.

L’accanimento della Lega contro la sindaca Cinque Stelle riesce però a dirottare parte dell’attenzione su tutt’altro caso, quello del sottosegretario Armando Siri finito in un’inchiesta per corruzione avviata da due Procure. Dunque non un ipotetico reato di pressioni su un dirigente, ma un indagato in una vicenda dove si incrociano il capo di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, faccendieri e imprenditori accusati di fare da lavanderia dei proventi della mafia.

Un giochino insomma per mischiare storie totalmente diverse, e che invece marcano ancora una volta la differenza tra chi lavora per gli interessi generali e chi invece per gli interessi personali, tra l’unica forza politica che caccia chi sbaglia e chi si tiene gli accusati di fatti gravissimi, magari cercando di farla pagare proprio a chi batte i pugni sul serio per servire i cittadini.

Alla luce di tutto questo, la domanda che tutti si fanno è se il Governo può continuare ad andare avanti come se niente fosse. Una domanda che ha diverse risposte: il Pil del Paese sta tornando a crescere, la produzione industriale è ripartita più della Germania, la Borsa italiana è la seconda migliore al mondo, mentre le misure chiave del Reddito di cittadinanza e Quota cento non hanno ancora neppure disteso i loro effetti. Serve aggiungere altro?

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Giorgetti cerca l’alibi in Conte per colpire tre obiettivi

Giancarlo Giorgetti non è persona che lancia siluri a caso, e nella dichiarazione di sfiducia sul Presidente del Consiglio ha colpito tre obiettivi. Il primo è consolidare la strategia della Lega, per cui se le elezioni europee andranno molto sopra le attese (o molto sotto) si cercheranno tutti i pretesti possibili per far saltare il…

Continua

La tv del cambiamento e l’orgoglio razzista. Poletti nega di aver scritto l’articolo, ma anche nella smentita qualcosa non torna

Prima di vomitare leggete le ultime righe. Razzista. Sì sono razzista. Razzista, razzista e ancora razzista. Per chi non l’avesse ancora capito sono razzista. Razzista. E questo è un articolo razzista scritto da un giornalista razzista di un giornale razzista espressione di un movimento razzista costituito da milioni e milioni di razzisti. Sono, siamo, siete…

Continua

Basta con gli annunci avventati. Sono un regalo a chi specula

Quando il ministro delle Finanze, Giovanni Tria, dice che le tensioni degli ultimi giorni sullo spread del nostro debito pubblico sono ingiustificate, implicitamente ammette che il Paese è sotto un massiccio attacco speculativo. Sui mercati, insomma, si sta giocando al ribasso sul Btp, pur offrendo quest’ultimo un rendimento del 2,75%, a fronte dei titoli equivalenti…

Continua

Dopo il voto sarà tutto un altro film

Come si cambia per non morire, come si cambia per ricominciare… ma ve la ricordate questa bella canzone di Fiorella Mannoia? Racconta uno dei miracoli dell’amore, e a sua insaputa anche la politica italiana di queste settimane. Per non soccombere nelle urne ormai a due passi, le forze politiche stanno alzando i toni e caricando…

Continua

Che bello ballare con la Lega. In Rai si sta pensando di dare un programma all’ex deputata De Girolamo

Nelle piccole cose spesso ci stanno le grandi. Un concetto – direte – che non vale per le leggi della fisica, ma che diventa indiscutibile se ci affacciamo alla finestra per sentire l’aria che tira nella politica italiana. La più grande cosa che abbiamo davanti è il cambiamento avviato dal primo Governo composto da forze…

Continua

Che silenzio sul voto per l’Europa. E’ l’occasione per chiudere l’epoca infelice dell’austerità e degli euroburocrati

Un albero che cade fa più rumore di un’intera foresta che cresce, ma se i partiti fanno tutti i taglialegna alla fine resta solo un frastuono che stordisce, bloccandoci su fantomatiche guerre ai negozi della cannabis o all’evergreen dei rigurgiti fascisti, questo giro persino dentro una fiera letteraria, mentre ci sfuggono del tutto quisquiglie come…

Continua

Le lenti per vedere la morale. Se tra i casi Raggi e Siri non notate differenze non servono gli occhiali ma una cura seria di etica pubblica

Dopo due anni passati da imputata, la sentenza del processo a Virginia Raggi rivela che lei era la vittima e non l’autrice di un raggiro ordito dai fratelli Raffaele e Renato Marra, cioè i funzionari del Campidoglio che riteneva più vicini. Questo è quello che sta scritto nelle motivazioni del giudice che l’ha assolta, e…

Continua

L’Ue al solito vede nero. E se resta il rigore ci fanno neri sul serio. La Commissione riduce il nostro Pil e prenota una nuova austerità

Solite ricette dall’Europa. Mentre prepara gli scatoloni per sloggiare, ieri la Commissione di Bruxelles è tornata a tagliare le stime sulla crescita (non solo italiana), noncurante degli infiniti errori del passato e – nel nostro caso – di non poterci dare lezioni, in quanto nessun Paese ha fatto crescere l’occupazione più di noi nel primo…

Continua

Ricompare l’etica in politica. Conte ha dimostrato di non agire da giudice ma da garante del cambiamento

Siccome non c’è più sordo di chi non vuol sentire, Matteo Salvini ha ignorato fino all’ultimo i saggi consigli degli alleati di Governo, e così ha finito per marcare una distanza abissale tra i Cinque Stelle che cacciano subito un loro indagato per corruzione e la Lega che invece deve farsi cacciare dal premier un…

Continua

Gli slogan della Lega castrano le imprese

Dalla castrazione alla castroneria il passo è breve, come si capisce leggendo la proposta di legge della Lega dove questa punizione di tipo farmacologico per gli stupratori è prevista solo su base volontaria e alternativa al carcere. Dunque parlarne non è neppure un deterrente. Eppure ieri Matteo Salvini non ci ha pensato un attimo a…

Continua