Le “manine” nei ministeri e i sospetti sul ministro Tria. Conte è circondato da una danza macabra e affollatissima

di Gaetano Pedullà

Con tutta la ciccia che c’è nel decreto Crescita approvato ieri dal Consiglio dei ministri, oggi dovremmo festeggiare un grande passo avanti per il Paese. E invece la formula del via libera “salvo intese” e ancor di più il rinvio dei rimborsi per i truffati delle banche accendono il primo vero allarme sul Governo. Il premier Giuseppe Conte, che era sempre riuscito a mediare le divergenze tra M5S e Lega, adesso è circondato da una danza macabra affollatissima.

L’elenco di chi spinge per la caduta della maggioranza gialloverde è lungo e in buona parte noto. Dentro ci sono poteri forti – come Bruxelles e i mercati – e altri sedicenti tali, dalla Confindustria alle lobby di ogni tipo, sino ai giornaloni di complemento e a chi difende i privilegi di decenni, per non parlare dei tanti terrorizzati dai provvedimenti contro gli abusi nella cosa pubblica. Per questo Di Maio e Salvini hanno alzato un muro che ha resistito a ogni tentativo di farli litigare, compresi non pochi colpi bassi.

Ora però si è aggiunto un fronte nuovo, di cui si erano viste solo le avvisaglie nei giorni decisivi della Manovra economica. Quelle che ironicamente sono state definite “le manine” nei ministeri, e in particolar modo al Mef, hanno fatto trapelare tanti di quei sospetti sul ministro Tria, la sua famiglia e l’entourage da rendere oggettivamente fragile questa pedina fondamentale per l’Esecutivo. Una debolezza che non può più sfuggire nemmeno al Quirinale. E anche se parlare di rimpasto prima delle Europee sembra fantascienza, il problema c’è e continuare a ignorarlo non sembra una grande idea.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Giorgetti cerca l’alibi in Conte per colpire tre obiettivi

Giancarlo Giorgetti non è persona che lancia siluri a caso, e nella dichiarazione di sfiducia sul Presidente del Consiglio ha colpito tre obiettivi. Il primo è consolidare la strategia della Lega, per cui se le elezioni europee andranno molto sopra le attese (o molto sotto) si cercheranno tutti i pretesti possibili per far saltare il…

Continua

La tv del cambiamento e l’orgoglio razzista. Poletti nega di aver scritto l’articolo, ma anche nella smentita qualcosa non torna

Prima di vomitare leggete le ultime righe. Razzista. Sì sono razzista. Razzista, razzista e ancora razzista. Per chi non l’avesse ancora capito sono razzista. Razzista. E questo è un articolo razzista scritto da un giornalista razzista di un giornale razzista espressione di un movimento razzista costituito da milioni e milioni di razzisti. Sono, siamo, siete…

Continua

Basta con gli annunci avventati. Sono un regalo a chi specula

Quando il ministro delle Finanze, Giovanni Tria, dice che le tensioni degli ultimi giorni sullo spread del nostro debito pubblico sono ingiustificate, implicitamente ammette che il Paese è sotto un massiccio attacco speculativo. Sui mercati, insomma, si sta giocando al ribasso sul Btp, pur offrendo quest’ultimo un rendimento del 2,75%, a fronte dei titoli equivalenti…

Continua

Dopo il voto sarà tutto un altro film

Come si cambia per non morire, come si cambia per ricominciare… ma ve la ricordate questa bella canzone di Fiorella Mannoia? Racconta uno dei miracoli dell’amore, e a sua insaputa anche la politica italiana di queste settimane. Per non soccombere nelle urne ormai a due passi, le forze politiche stanno alzando i toni e caricando…

Continua

Che bello ballare con la Lega. In Rai si sta pensando di dare un programma all’ex deputata De Girolamo

Nelle piccole cose spesso ci stanno le grandi. Un concetto – direte – che non vale per le leggi della fisica, ma che diventa indiscutibile se ci affacciamo alla finestra per sentire l’aria che tira nella politica italiana. La più grande cosa che abbiamo davanti è il cambiamento avviato dal primo Governo composto da forze…

Continua

Che silenzio sul voto per l’Europa. E’ l’occasione per chiudere l’epoca infelice dell’austerità e degli euroburocrati

Un albero che cade fa più rumore di un’intera foresta che cresce, ma se i partiti fanno tutti i taglialegna alla fine resta solo un frastuono che stordisce, bloccandoci su fantomatiche guerre ai negozi della cannabis o all’evergreen dei rigurgiti fascisti, questo giro persino dentro una fiera letteraria, mentre ci sfuggono del tutto quisquiglie come…

Continua

Le lenti per vedere la morale. Se tra i casi Raggi e Siri non notate differenze non servono gli occhiali ma una cura seria di etica pubblica

Dopo due anni passati da imputata, la sentenza del processo a Virginia Raggi rivela che lei era la vittima e non l’autrice di un raggiro ordito dai fratelli Raffaele e Renato Marra, cioè i funzionari del Campidoglio che riteneva più vicini. Questo è quello che sta scritto nelle motivazioni del giudice che l’ha assolta, e…

Continua

L’Ue al solito vede nero. E se resta il rigore ci fanno neri sul serio. La Commissione riduce il nostro Pil e prenota una nuova austerità

Solite ricette dall’Europa. Mentre prepara gli scatoloni per sloggiare, ieri la Commissione di Bruxelles è tornata a tagliare le stime sulla crescita (non solo italiana), noncurante degli infiniti errori del passato e – nel nostro caso – di non poterci dare lezioni, in quanto nessun Paese ha fatto crescere l’occupazione più di noi nel primo…

Continua

Ricompare l’etica in politica. Conte ha dimostrato di non agire da giudice ma da garante del cambiamento

Siccome non c’è più sordo di chi non vuol sentire, Matteo Salvini ha ignorato fino all’ultimo i saggi consigli degli alleati di Governo, e così ha finito per marcare una distanza abissale tra i Cinque Stelle che cacciano subito un loro indagato per corruzione e la Lega che invece deve farsi cacciare dal premier un…

Continua

Gli slogan della Lega castrano le imprese

Dalla castrazione alla castroneria il passo è breve, come si capisce leggendo la proposta di legge della Lega dove questa punizione di tipo farmacologico per gli stupratori è prevista solo su base volontaria e alternativa al carcere. Dunque parlarne non è neppure un deterrente. Eppure ieri Matteo Salvini non ci ha pensato un attimo a…

Continua