Riformare i magistrati è illusione

di Gaetano Pedullà

Per uscire dal pantano morale, economico e sociale in cui sopravviviamo a fatica da anni milioni di moderati di questo Paese avevano sperato nelle grandi riforme. Prima con Berlusconi e la sua traditissima rivoluzione liberale, poi con Renzi e la rottamazione che portò due milioni di persone alle primarie Pd. Di tutto questo cos’è rimasto? A Berlusconi, le aziende da vendere e un partito in disarmo. A Renzi un Governo così impegnato a difendere le sue poltrone da non accorgersi nemmeno di tentennare su tutto, dalla riforma costituzionale – un capolavoro di compromessi al ribasso – alla riforma della Giustizia. Un provvedimento, quest’ultimo, tirato fuori dall’oblio solo per lo scontro scoppiato tra magistrati e Governo (con quest’ultimo sulle spine per qualche nuova inchiesta e corollario di intercettazioni all’orizzonte). Il premier aveva cominciato mostrando i muscoli. Poi di fronte al muso duro di Davigo & C. ha subito abbassato le penne e ieri il silenziosissimo guardasigilli Orlando ha lanciato un osso alle toghe, avallando la prescrizione lunga nei casi di corruzione. Ma per fare di queste riforme potevamo tenerci la Dc.

Commenti

  1. honhil

    Il Presidente Mattarella ha dato un colpo al cerchio e una alla botte. Ed è una risposta insufficiente. Tanto più insufficiente quanto più ampia è la corruzione prodotta dai politici. Che, tuttavia, perdurando questo stato di cose, ha una sola variante contemplata, quella del peggioramento. A dirlo sono i numeri. La fonte è il National Registry of Exonerations, il Registro nazionale degli errori giudiziari negli Stati Uniti. ‘Lo scorso anno Oltreoceano sono state 87 le persone uscite dal carcere perché innocenti, mentre in Italia gli errori giudiziari nei primi sei mesi del 2013 sono state1021, dunque dodici volte di più’. ‘ E non è finita. ‘Il rapporto Usa ha aggiornato anche il dato relativo alle persone finite in carcere senza colpa (e liberate perché riconosciute innocenti) negli ultimi 25 anni: 1304 casi. In Italia, negli ultimi 22 anni, le vittime di una ingiusta detenzione o di un errore giudiziario sono state oltre 22 mila e 300.’ Negli Usa, in quell’arco di tempo di 25 anni, sono ‘finite in carcere senza colpa’, 52 persone ogni 365 giorni, mentre in Italia le persone che sono ‘finite in carcere senza colpa’, in quell’arco di tempo di 22 anni, sono state 1.013 ogni 365 giorni. 52 contro 1.013. Lo 0,1429 ogni 24h negli Usa, su una popolazione di 318,9 milioni (2014). 2,7770 ogni 24 ore in Italia, su una popolazione di 59,83 milioni (2013). Gli italiani sono meno di un quinto degli Yankee, eppure quelli che sono finite da innocenti in galera sono 19 (e passa) volte in più. Che dire? I numeri certificano una anomalia patologica della Giustizia italiana catastrofica. Eppure, nessun’altra corporazione dello Stivale è chiusa nel suo carapace come la magistratura. Con l’Anm a tenere sempre alta la bandiera del corporativismo.

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