Romanopoli, la disfatta di un Paese

di Gaetano Pedullà

Soldi, soldi, soldi. Altro che quattro sfigati che trafficavano con piccoli appalti pubblici. È una melassa ricchissima quella che a Roma mischia Destra e Sinistra, il sottobosco dei partiti e la politica che conta, il mondo di sotto fatto da impresentabili, ex terroristi e criminali con il mondo di sopra, quello dei colletti bianchi, delle imprese in affari con le amministrazioni e con lo Stato. Un sistema che era pronto a fare il salto nella grande finanza internazionale. Le coop di Salvatore Buzzi si stavano preparando a emettere addirittura mini Bond, per investire in nuovi business. Roma d’altronde era diventata satura. Chi si opponeva  – anche tra i manager delle municipalizzate – era stato fatto allontanare. E alla fine Carminati e i suoi si erano presi tutto. Uno schifo, ha detto ieri Renzi, esattamente come ha detto l’Agenzia di rating Standard & Poor’s riferendosi però al merito di credito dell’Italia. Mafia Capitale non è la causa ma il sintomo di un Paese che anche per il Censis si sta arrendendo. Proprio quello che aspetta chi vuole speculare, comprando a due euro le ricchezze di un Paese che merita di più. E che oggi ha solo bisogno di far pulizia e tornare a credere in se stesso.

 

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Come si dice in arabo gratitudine?

Una grande riconoscenza comporta molta delicatezza, scriveva alla fine del Seicento Jean de La Bruyère, un moralista francese di cui il sindaco di Olbia Settimo Nizzi evidentemente non conosce gli aforismi. L’idea di intitolare una scuola elementare della sua città alla madre dell’Emiro del Qatar, Al Thani, sta facendo passare gli olbiesi per ingrati e…

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Dopo l’inchiesta di Fanpage.it si accetti l’agente provocatore

Se la prima inchiesta giornalistica in Italia con un agente provocatore tira fuori l’immondizia che stiamo vedendo a Napoli, c’è da pensare che con lo stesso meccanismo consentito ai magistrati viene giù il mondo. Ammetterlo è triste quanto le immagini che inchiodano politici, amministratori pubblici e faccendieri ripresi dalle telecamere nascoste di Fanpage.it mentre si…

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Un piano B alla Rai per Parisi

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L’illusione dei candidati perfetti

Ma come li hanno scelti i candidati alle elezioni? Solo per la loro dabbenaggine i Cinque Stelle dovrebbero farsi qualche domanda in più su regole interne e capacità di selezionare una classe dirigente in grado di governare. Il caos delle Parlamentarie era apparso subito chiaro, ma da Di Maio in giù era stata promessa una…

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Se l’onestà diventa un autogol

Molti elettori (non solo Cinque Stelle) neppure sanno chi era Pietro Nenni, lo storico leader socialista che certificò in modo lapidario come facendo a gara per chi è più puro, è facile che salti fuori qualcuno ancora più puro che ti epura. Un rischio che il Movimento fondato da Grillo corre deliberatamente sin dalla nascita,…

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Toghe sporche e depistaggi. Siamo una Repubblica fondata sull’intrigo

Nel nuovo terremoto giudiziario tra Roma e Messina, come nella vicenda Consip, non si capisce da che parte stanno anche i piani più alti dello Stato. Siamo diventati una Repubblica fondata sull’intrigo? A quanto pare sì. L’inchiesta che scoperchia un sistema di potere capace di pilotare affari per centinaia di milioni, provando persino ad aggiustare…

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Wall Street ci sta avvisando

La ricreazione sta finendo. E la caduta secca di Wall Street, solo ieri andata giù di sei punti, ci avvisa che dobbiamo prepararci a tempi duri. Insieme alla crescita economica, gli Stati Uniti hanno visto salire gli stipendi e con questi anche i prezzi dei beni di consumo e l’inflazione. La conseguenza è che la…

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Fare le riforme in Italia non è difficile, come dice il ministro Franceschini. È impossibile. E chi dice il contrario mente sapendo di mentire, a meno di voler considerare riforme quei brodini annacquati che ci propinano da anni, spesso spacciati per grandi cene gourmet, come nel caso del Jobs Act, giusto per citare il fiore…

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