Fedelissimi e trombati: c’è posto alla Farnesina

di Carmine Gazzanni
Politica

di Carmine Gazzanni

Una lunga lettera d’addio e poi un breve tweet per ribadire che “è stato un onore essere parlamentare della Repubblica” e per ringraziare “tutti i compagni di strada di questi anni”. Da domani Federica Mogherini non sarà più la titolare degli Esteri e, in attesa di diventare la nuova Lady Pesc, ha già salutato tutti. In Parlamento ma anche alla Farnesina dove, nei suoi mesi da ministro, ha pensato bene di piazzare gente fidata. E, guarda caso, tutti del Pd.

LA CERCHIA
La lista è decisamente lunga. A cominiciare da Enrico Petrocelli, storico assistente della Mogherini, oggi non a caso segretario particolare del ministro (stipendio da 68mila euro) oltreché componente dell’assemblea del Partito Democratico romano. Petrocelli, bersaniano prima di convertirsi al renzismo, al tempo delle politiche di febbraio era nello staff di “Non raccontiam favole”, un progetto Dem che aveva l’obiettivo di monitorare le affermazioni di tutti gli avversari di Bersani. Nello staff c’era anche Simona Nalin, che nel frattempo aveva lavorato anche nell’ufficio legislativo del gruppo parlamentare del Pd di allora. Ebbene, oggi anche la Nalin è segretario particolare della Mogherini. Nella ciurma Pd dei collaboratori diretti del ministro, però, troviamo anche Alessandra Annunziata. Secondo il suo curriculum, la Annunziata è collaboratrice parlamentare addirittura dal 1997. Ha dunque vissuto tutte le stagioni che hanno portato alla nascita del Pd. E lo ha fatto collaborando a stretto contatto soprattutto con l’ex senatore Giorgio Benvenuto, uomo prima dei Ds e poi, appunto, del Partito Democratico. Ma non è finita qui. Arriviamo, a questo punto, all’addetto stampa (stipendio da capogiro: 95 mila euro). Chi mai avrà scelto la Mogherini per i rapporti con i media? La giornalista Sabrina Bellosi. Sarà un caso, ma nel 1996 ritroviamo la Bellosi a Palazzo Chigi in qualità di addetto stampa del vicepresidente di allora Walter Veltroni. Una pausa dall’attività giornalistica per lei, a cui però ritorna immediatamente dopo lavorando con diverse agenzie di stampa. Il legame col Pd, però, ormai è infrangibile, tanto che nel 2008 – si legge sul suo curriculum – passa dagli esteri alla redazione politica e per ben quattro anni si occupa della “copertura giornalistica del Pd”.

CONFLITTO D’INTERESSI
All’appello, tra i collaboratori della Mogherini, manca a questo punto solo un nome, quello di Nathalie Tocci. Sembrerebbe quasi strano a questo punto, ma la Tocci non è nè iscritta nè lavora per il Partito Democratico. Scorrendo il suo curriculum, però, scopriamo che la Tocci è vicepresidente dello IAI, ovvero dell’Istituto Affari Internazionali. Ai più questo nome, forse, non dirà nulla. Ma lo IAI è uno degli enti internazionalistici che riceve soldi pubblici (quest’anno 103mila euro). E indovinate un pò da chi? Dalla Farnesina, manco a dirlo.

COSÌ FAN TUTTI
E così, se lo fa la Mogherini, perchè non dovrebbero farlo anche i suoi vice? Detto fatto. Lapo Pistelli si è portato dietro Rossella Romano, tesserata, ovviamente, col Pd. Stessa pensata ha fatto anche il sottosegretario Benedetto Della Vedova, il cui assistente è Camillo Falasca, montiano pure lui. Trombato alle scorse politiche. Ma tanto c’è spazio.

@CarmineGazzanni