Forza Italia non risponde più a Berlusconi. Un errore il voto in Vigilanza. Parla Sgarbi: “Finito il partito a immagine di Silvio. Il Centrodestra non salterà, Salvini ne ha bisogno al Sud”

di Antonio Pitoni
L'intervista

Non votare la ratifica di Marcello Foa alla presidenza del Cda di Viale Mazzini in commissione di Vigilanza “è stata una scelta sbagliata”. L’ex sottosegretario ai Beni culturali nel Governo Berlusconi, Vittorio Sgarbi, rieletto alla Camera come indipendente nelle liste di Forza Italia, non ha dubbi. Da questa vicenda emerge “l’immagine di un partito che non risponde alla volontà di Berlusconi”.

In commissione di Vigilanza Rai, Forza Italia non ha votato, insieme a Pd LeU, il candidato presidente proposto dall’alleato Salvini. E’ stato un errore?
“È stata una scelta sbagliata che contrappone un Berlusconi che è stato disponibile a prendere atto della scelta della Lega di governare (con i Cinque Stelle, ndr) anche per Forza Italia e la linea  del partito che presume di distinguersi in nome di non so quale vantaggio. Di fatto la posizione che ha assunto Tajani e che dà l’immagine di un partito che non risponde alla volontà di Berlusconi”.

Insomma, indirizzi contraddittori?
“Non corrispondono ad una linea politica logica. Occorerebbe il più possibile concentrarsi sui punti di contatto con la Lega. Fratelli d’Italia infatti lo ha capito”.

Se, come dice lei, Forza Italia non risponde più a Berlusconi, quanto può reggere in queste condizioni una coalizione già messa alla prova dalla scelta di Salvini di dare vita ad un Governo insieme ai Cinque Stelle? Il Centrodestra è destinato a saltare?
“Non credo perché Salvini attende il momento in cui l’accordo con i Cinque Stelle potrebbe non reggere più. E sono convinto che non durerà più di tanto, viste le contraddizioni su temi come la Tav e il Tap. Prima o poi si tornerà a votare”.

Però Salvini è stato chiaro: se Forza Italia vota con il Pd non si può impedire agli eletti di Forza Italia di restare nel Centrodestra. Tradotto: porte della Lega aperte a chi vuol venire.  è partita l’opa ostile su FI?
“Questo dovrebbe indurre a capire che c’è un rischio forte per Forza Italia. Il modello che immagino è il modello Molise. Dove (alle ultime regionali, ndr) Forza Italia si è presentata con più liste perché la Lega, per quanto possa prendere voti al Meridione, lì a Forza Italia non ne porta via. Il Meridione è presidato da Forza Italia con proposte politiche che non sono quelle della Lega. Forza Italia è destinata ad esistere in Sicilia, Calabria, Puglia e a catturare altri voti con un corpo intermedio che spacchetti il partito in tre o quattro proposte”.

Nella vicenda Rai Berlusconi è stato mal consigliato?
“Nella divisione tra le parti interne a Forza Italia c’è un indebolimento di Berlusconi e, conseguentemente, una difficoltà generale nello stabilire linee politiche. Forza Italia non è più un partito a suo gusto”.

Nell’era del populismo al Governo, la linea moderata di Berlusconi e di Forza Italia paga ancora nell’elettorato?
“Non credo che bisogna indicare una linea meno moderna, si tratta di indicare delle linee di progetti. Per il momento non vengono fuori delle proposte, basta vedere com’è totalmente sguarnito il campo dei beni culturali in mano ai Cinque Stelle. Aprire gratis i Musei è una proposta infinitamente popolare di cui ha beneficiato fortemente la sinistra”.

Quindi Forza Italia deve rimanere un partito moderato ma con delle idee qualificanti?
“Certo. Cosa che al momento non appare”.

Ma se, al di là delle sue previsioni, il Governo Lega-M5S dovesse durare più a lungo, lo svuotamento di Forza Italia da parte della Lega  non potrebbe pregiudicare l’esistenza stessa del partito di Berlusconi?
“No perché, ripeto, al Meridione la Lega avrà comunque bisogno di questo corpo intermedio”.