Fuori le correnti dal Csm. Nasce la riforma di Bonafede. La bozza del ddl al vertice di maggioranza. Meritocrazia e porte girevoli chiuse con la politica

Abbiamo lavorato molto bene e siamo perfettamente dโ€™accordo sul fatto che bisogna intervenire con tempestivitร โ€. Cosรฌ il ministro Alfonso Bonafede al termine del vertice di maggioranza sulla Giustizia. Lโ€™obiettivo รจ portare il testo in Cdm โ€œpossibilmente giร  la prossima settimanaโ€. Durante il vertice, durato tre ore, รจ stato analizzato il testo base di quella che sarร  la riforma del Csm e dellโ€™ordinamento giudiziario. Si รจ trattato di un confronto โ€œcostruttivo e molto fittoโ€. Un confronto, in realtร , iniziato giร  nel primo pomeriggio alla Camera nel corso del question time. โ€œLa magistratura – dice – รจ stata investita, da un anno a questa parte, da un vero e proprio terremoto, una pagina dolorosa, che ha fatto emergere dinamiche, nellโ€™assegnazione di ruoli e incarichi, che possiamo definire inaccettabiliโ€. Il progetto normativo era quello che prima dellโ€™emergenza epidemiologica era stato โ€œoggetto di ampio confronto e condivisione con la maggioranzaโ€.

TRE PILASTRI. Tre i pilastri principali: lโ€™introduzione di oggettivi criteri meritocratici nellโ€™assegnazione degli incarichi da parte del Csm, un meccanismo elettivo che sfugga alle logiche correntizie, il blocco definitivo delle cosiddette porte girevoli fra politica e magistratura. Norme – chiarisce il ministro anche rispondendo alle sollecitazioni del Pd – che non vanno contro la magistratura. โ€œAl contrario occorre tutelare proprio la stragrande maggioranza dei magistrati, che non merita di essere trascinata, come sta avvenendo, nelle squallide paludi di polemiche finalizzate a ingiuste generalizzazioniโ€. A tal fine il ministro pentastellato auspica che, nella ricerca di una soluzione ai problemi, si possano trovare convergenze anche con le forze politiche di opposizione. Anche se rimane difficile il dialogo. FI e FdI insistono per la separazione delle carriere. E la Lega ieri alla Camera ha attaccato Bonafede su un altro territorio: quello dellโ€™esame di abilitazione degli avvocati. Il Guardasigilli insiste sul concetto di โ€œterzietร โ€, sulla necessitร  di stabilire il confine tra magistratura e politica.

Ecco perchรฉ, il progetto base di riforma prevede โ€œstringenti norme che sostanzialmente impediscono al magistrato di tornare in ruolo dopo aver ricoperto cariche politiche elettive o di governo anche a livello territoriale per un determinato periodo di tempo. Allo stesso tempo si disciplina anche il ritorno in ruolo del magistrato candidato e non eletto, ponendo vincoli e limiti di natura territoriale e funzionaleโ€. Un ulteriore aspetto che si presta a rappresentare un terreno insidioso, argomenta, รจ quello relativo ai magistrati ordinari collocati fuori ruolo per lโ€™assunzione di incarichi apicali. โ€œIn questi casi la norma elaborata prevede che non possano fare domanda per accedere a incarichi direttivi per un determinato periodo di tempo successivo alla cessazione dellโ€™incaricoโ€. La bozza di disegno di legge si propone, ancora, di evitare lโ€™attribuzione di vantaggi di carriera o di ricollocamento in ruolo per i consiglieri che hanno cessato di far parte del Consiglio, precludendo anche in questo caso per un determinato periodo la possibilitร  che abbiano accesso a incarichi direttivi o semidirettivi o che possano essere nuovamente collocati fuori ruolo. Sullโ€™esigenza di riforma conviene anche lโ€™Anm, i cui vertici dimissionari hanno deciso comunque di restare in carica per lโ€™ordinaria amministrazione e sino alle prossime elezioni.

โ€œCโ€™รจ bisogno di cambiare le regole elettorali del Csm e restituire maggiore potere di selezione alla comunitร  dei magistratiโ€, dichiara il presidente Luca Poniz. Quanto al ricorso al sorteggio per la composizione del Csm, Poniz ribadisce che รจ totalmente โ€œincostituzionaleโ€. Si tratta di unโ€™idea che peraltro il ministro ha abbandonato da tempo. Le bozze prevedono un sistema elettorale a doppio turno, con collegi territoriali. Sul nuovo scandalo che sta travolgendo la magistratura, nel perimetro del caso Palamara, interviene duramente il vice presidente del Csm David Ermini: โ€œIl miserabile mercimonio di ciniche pratiche correntizie รจ lโ€™indegno tradimento di questo patrimonio di coraggio e fiducia. Ma noi abbiamo il dovere e la forza di avviare un riscattoโ€, dichiara a un convegno per commemorare il suo predecessore negli anni di piombo Vittorio Bachelet, ucciso dalle Br. E a chi, come Matteo Salvini, chiede che il capo dello Stato intervenga per sciogliere il Csm, dice: โ€œQuesto Csm non deve cambiare passo perchรฉ lโ€™ha giร  fatto da tempo. Nessuno si illuda chiedendo lo scioglimento che questo Csm torni indietroโ€. Quanto alla riforma del Csm โ€œsiamo i primi – dice – a voler dare suggerimenti di tipo tecnico e cambiare quello che non vaโ€.