Tragedia di Genova, il cardinale Bagnasco al funerale delle vittime: “Squarcio nel cuore della città. Ma sapremo reagire”. Applausi ai membri del Governo e a Mattarella

dalla Redazione
Cronaca

“La ferita è profonda, è fatta innanzitutto dallo sconfinato dolore per coloro che hanno perso la vita e per i dispersi, per i loro familiari, i feriti, i molti sfollati”. Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ha descritto nella sua omelia ai funerali delle vittime i sentimenti della popolazione davanti alla tragedia. “Il crollo del ponte Morandi sul torrente Polcevera ha provocato – ha scandito il cardinale – uno squarcio nel cuore di Genova. Innumerevoli sono i segni di sgomento e di vicinanza giunti non solo dall’Italia, ma anche da molte parti del mondo”. “Sappiamo che qualunque parola umana, seppure sincera, è poca cosa di fronte alla tragedia _ ha aggiunto – così come ogni doverosa giustizia nulla può cancellare e restituire”.

Un lungo, commosso applauso ha accolto una delegazione delle squadre dei vigili del fuoco al loro ingresso nel padiglione blu della Fiera di Genova. E più volte sono stati applauditi all’interno del padiglione affollato da cinqemila persone.

I giocatori di Genoa e Sampdoria, separati nell’agonismo calcistico, sono arrivati insieme, sono entrati nel padiglione della Fiera di Genova camminando vicini. Insieme ai presidenti Ferrero e Preziosi e gli allenatori Ballardini e Giampaolo. Le partite Sampdoria-Fiorentina e Milan-Genoa sono state rinviate per lutto. L’arrivo delle squadre è stato accolto da un lungo applauso. Per disposizione del cardinale Bagnasco tutti i parroci sono stati invitati a suonare le campane a lutto in tutta la diocesi alle 11.30.

Applausi prolungati si sono levati per i rappresentanti del governo Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Danilo Toninelli. Da altri si sono levati invece alcuni fischi all’indirizzo del segretario del Pd Maurizio Martina e della senatrice Roberta Pinotti. L’applauso più lungo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che si è fermato a parlare, commosso, con tutti i parenti delle vittime.

Intanto altri dispersi sono stati trovati. Erano nell’elenco dei cinque dispersi, ma stanotte si sono aggiunti a quello delle vittime del crollo del Ponte Morandi, a Genova. Al buio, lavorando sotto le luci dei riflettori, una squadra di vigili del fuoco ha trovato sotto le macerie l’auto su cui viaggiava la famiglia Cecala, una Hyundai: papà Cristian, la mamma Dawna e la piccola Kristal di 9 anni. Il veicolo è stato recuperato tra i resti del ponte, completamente schiacciata, sotto un grosso blocco di cemento che faceva parte del pilone della struttura crollato nei pressi dell’argine sinistro del Polcevera. Il bilancio delle vittime, non ufficiale in quanto i corpi devono ancora essere identificati, sale dunque a 41. Resta, ora, soltanto un disperso.

Saranno celebrati nel pomeriggio a Sant’Agata Militello, nel Messinese, i funerali di Marta Danisi, l’infermiera di  29 anni morta insieme al fidanzato Alberto Fanfani nel crollo del ponte Morandi a Genova. Ad officiare la funzione funebre alle 16.30 nella Chiesa di San Francesco, dove il feretro arriverà in mattinata per la camera ardente, sarà il vescovo di Patti, monsignor Guglielmo Giombanco. Già ieri a Pisa sono stati celebrati i funerali nella chiesa dei santi Jacopo e Filippo, la stessa in cui a maggio prossimo Marta e Alberto si sarebbero dovuti sposare. Proprio a Pisa la giovane infermiera aveva lavorato fino allo scorso aprile, prima del trasferimento ad Alessandria, dove aveva ottenuto un contratto a tempo indeterminato, e aveva conosciuto il suo futuro sposo. “La perdita così tragica di questa ragazza ha colpito l’intera comunità – dice il sindaco di Sant’Agata Militello, Bruno Mancuso -. Era una ragazza solare, piena di vita e molto conosciuta in città. Siamo addolorati”. In segno di lutto e vicinanza alla famiglia sono state sospese tutte le manifestazioni dell’estate santagatese e al Comune sono state esposte le bandiere a mezza’asta. Intanto, ieri mattina in via Campidoglio è stato sistemato uno striscione con su scritto: “Lo Stato obbliga e pretende ma costruisce ponti di carta. 39 vittime, tra cui la nostra Marta”.