E’ giallo sulla mancata perquisizione della sede di CasaPound. La dem Morani interroga via Twitter il ministro dell’Interno. Per il leader del movimento Iannone è una fake news mentre il suo vice Di Stefano conferma

dalla Redazione
Cronaca

Secondo la dem Alessia Morani, la Guardia di Finanza non sarebbe riuscita ad entrare nella sede di CasaPound, cioè nell’immobile di via Napoleone III che il movimento occupa da anni, a causa del rischio disordini e in seguito alle minacce dei vertici del movimento di estrema destra. “‘Se entrate sarà un bagno di sangue’. Così il blitz dei militari della Guardia di Finanza nella sede di CasaPound salta per evitare disordini. Cosa aspetta ad intervenire il ministro dell’Interno Matteo Salvini per ripristinare la legalità?” ha twittato la parlamentare del Partito democratico.

Poco dopo il presidente dello stesso movimento, Gianluca Iannone, ha smentito con una nota la notizia secondo cui la Guardia di Finanza, ieri pomeriggio, sarebbe entrata nell’edificio per fare verifiche nell’ambito di un’inchiesta della Corte dei Conti sull’occupazione. “Non c’è davvero più limite alle fake news” ha detto il leader di CasaPound, annunciando che il movimento ricorrerà alle vie legali “contro chiunque scriva notizie inventate su Casapound”.

Al momento nessuna informativa sulla mancata perquisizione e sulle minacce è arrivata alla Procura di Roma. Ma a confermare che la Guardia di Finanza su ordine della Corte dei Conti doveva effettivamente accedere nell’edificio del quartiere Esquilino, che CasaPound occupa dal 2003, arriva dal numero due dello stesso movimento di estrema destra, Simone Di Stefano.

“Ieri – afferma il vicepresidente di Casapound all’Agi – la Guardia di Finanza doveva venire ad ispezionare gli spazi interni dello stabile, le planimetrie, per accertare se ci fossero o meno i requisiti dell’eventuale danno erariale che è stato prospettato. Era un’ispezione concordata, ma all’arrivo dei funzionari della Guardia di Finanza c’era molta stampa fuori dall’edificio, così di fronte al mancato rispetto dei patti abbiamo valutato, in accordo con gli agenti, di rimandare. Al momento – ha aggiunto Di Stefano – nell’edificio vivono 18 famiglie in emergenza abitativa non c’è nessuno sgombero, non abbiamo alcun problema a far svolgere questa ispezione, per mostrare gli spazi comuni, di fatto la sola sala che viene utilizzata per i convegni, ma anche per le feste dei bambini”.