Grandi ammucchiate ai ballottaggi. Riecco i vecchi partiti pigliatutto. Domani 3,6 milioni di italiani al voto in 136 Comuni. Tra i capoluoghi, i 5S in corsa solo a Campobasso

di Francesco Carta
Politica

Amministrative, ultimo atto. Sono 136 i comuni che andranno, domani, ai ballottaggi per il rinnovo delle amministrazioni municipali. Si vota in 124 città con popolazione superiore ai 15mila abitanti, delle quali 15 capoluogo. Due i capoluogo di Regione al secondo turno: Potenza e Campobasso. Tredici quelli di provincia: Avellino, Ferrara, Forlì, Reggio nell’Emilia, Cremona, Ascoli Piceno, Biella, Verbania, Vercelli, Foggia, Livorno, Prato, Rovigo.

DA NORD A SUD. Gli elettori interessati dai ballottaggi, nei 136 comuni al voto, sono 3.648.485, su una popolazione di 4.406.443, per un totale di 4.431 sezioni elettorali. Sono nove, invece, i comuni che vanno al voto per motivi diversi dalla scadenza naturale. Nei capoluoghi, i Cinque Stelle si ritrovano al ballottaggio solo a Campobasso ma sono in più realtà l’ago della bilancia che determinerà la vittoria di uno o dell’altro candidato negli altri 14 spareggi principali in calendario anche se indicazioni ufficiali di voto da parte dei vertici M5S non ce ne sono state. Le sfide, vedranno contrapposti, per la stragrande maggioranza dei casi, candidati del centrosinistra o del centrodestra. Al primo turno delle comunali che si sono svolte quindici giorni fa, nell’election day insieme alle Europee e alle Regionali in Piemonte, il Centrosinistra ha confermato la guida di Firenze e Bari tra i capoluoghi di Regione, Bergamo, Modena, Pesaro e Lecce tra quelli di Provincia. Il Centrodestra ha confermato invece Perugia e Vibo Valentia ed è riuscito a strappare al centrosinistra la guida di Pescara e Pavia.

RITORNO AL PASSATO. Nella tornata di domani le sfide più significative appaiono quella di Livorno, dove il centrosinistra, con il giornalista Luca Salvetti, che al primo turno ha preso il 34,2% dei consensi, tenta di riprendere la guida della città che cinque anni fa gli fu scippata, dopo quasi 70 anni ininterrotti di potere, dai pantastellati, con Filippo Nogarin che non si è ricandidato alla guida della città e ha corso per le Europee ma non è stato eletto. Salvetti dovrà vedersela con Andrea Romiti, ispettore di polizia che al primo turno si è fermato al 26,6%. Altra corsa interessante è quella che attende la “rossa” Ferrara dove la sinistra, con Aldo Modonesi, assessore della giunta uscente, è costretta ad inseguire il leghista Alan Fabbri, che al primo turno, con il 48,4% dei consensi, ha sfiorato la vittoria.

AFFARI DI FAMIGLIA. Ad Ascoli Piceno, guidata per 10 anni dal sindaco uscente Guido Castelli (Centrodestra), la sfida è un affare di famiglia (politica): Marco Fioravanti, candidato da Fdi, Lega e da otto liste Civiche di centrodestra, se la vedrà con Piero Celani (FI e altre sei liste civiche di area centrodestra). A Campobasso, la gara è tra Maria Domenica D’Alessandro (Lega) che ha sfiorato il 40% al primo turno e il candidato M5S Roberto Garavina, che la distanzia notevolmente. Importante sarà capire come voterà qui l’elettorato di centrosinistra. Domani, infine, il Centrosinistra, si riprenderà, Avellino dove la sfida è tutta interna a questo schieramento e dove due settimane fa sono andati al ballottaggio due suoi esponenti: Luca Cipriano candidato dal Pd che si è fermato al 32,5% e Gianluca Festa (28,6) espressione di alcune liste civiche di area. Ad Avellino, guidata prima di quest’ultima tornata elettorale dal sindaco M5S Vincenzo Ciampi, la giunta è caduta nel novembre 2018, dopo appena cinque mesi dall’insediamento.