Grandi elettori: Regioni senza pudore. Il nuovo Presidente della Repubblica eletto da un manipolo di indagati

di Carmine Gazzanni e Antonello Di Lella
Politica

Che siano “grandi” lo dice il nome. Che siano inquisiti, lo dicono i fatti. Sono gli elettori (“grandi elettori”, appunto) nominati dalle varie Regioni italiane per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica a partire dal 29 gennaio. Tra i 55 delegati infatti (sono tre per ogni Regione, ad eccezione della Valle d’Aosta che ne nomina uno e dell’Emilia Romagna che li eleggerà il 27) sono una marea gli impresentabili tra indagati e imputati. È proprio notizia di ieri, ad esempio, che in Liguria il Governatore Claudio Burlando (scelto dall’assise come uno dei grandi elettori) è indagato per concorso in disastro ambientale per la vicenda Tirreno Power.

PRESIDENTI NEL MIRINO
Ma, d’altronde, Burlando non è l’unico Governatore e delegato che colleziona grane giudiziarie. Il 29 gennaio a Montecitorio a fargli compagnia, infatti, ci saranno anche Nichi Vendola, indagato per concussione al maxiprocesso per disastro ambientale all’Ilva di Taranto, e Roberto Maroni, indagato per contratti irregolari con Expo. Ma non basta. Presente sarà anche il Governatore della Basilicata, Marcello Pittella (fratello dell’europarlamentare Gianni), rinviato a giudizio per peculato dopo l’inchiesta sulla rimborsopoli regionale. E ancora: tra i delegati anche il Presidente abruzzese Luciano D’Alfonso, a giudizio anche lui per truffa e falso per una questione relativa ad una strada fantasma; e il toscano Enrico Rossi, indagato per il buco dell’Asl di Massa Carrara (“domani – dice il Governatore all’assessore alla sanità in un’intercettazione – questi signori (i dg delle asl, ndr) devono tornare a lavoro e la prima cosa che si mettono a fare, vedere anche i tempi di pagamento. Perché per noi ci stanano su questo punto”).

SPESE FOLLI
Sono state, però, soprattutto le inchieste sulle spese pazze dei gruppi consiliari a mietere indagati e imputati. E così a votare il successore di Napolitano, ci saranno anche Luigi Morgillo, indagato in Liguria, il calabrese Nazzareno Salerno, indagato per peculato, Franco Mollica, imputato anche lui ma in Basilicata. Senza dimenticare, ancora, Giovanni Ardizzone, oggi presidente dell’assise siciliana. Ma c’è anche chi riesce a fare di meglio: nelle Marche continuano le indagini su rimborspoli, indagini che toccano tutti i tre delegati, il Presidente Gian Mario Spacca, il vicepresidente dell’assemblea Giacomo Bugaro e il capogruppo del Pd Mirco Ricci.

DI TUTTO UN PO’
Ma, ovviamente, non finisce qui. E così dalla Calabria partirà anche il Dem Antonio Scalzo, rinviato a giudizio in merito ad un’inchiesta sull’Arpacal (l’agenzia regionale ambientale) su cui graverebbero irregolarità nell’attribuzione di incarichi e nell’erogazione di fondi. Al lungo elenco non manca la Sardegna. L’ex sindaco di Sassari e oggi presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau è rinviato a giudizio per una storia relativa al Piano Urbanistico comunale. Infine, il Molise. Tra i delegati ci sarà anche l’ex Governatore Michele Iorio. Dopo essere stato condannato in primo e secondo grado per abuso d’ufficio (cosa che gli costò la sospensione per un anno dal consiglio), è stato graziato dalla prescrizione. Non assolto. Ci mancherebbe.

Tw: @CarmineGazzanni