Il Grillo show imbarazza il Governo. Gli attacchi a Mattarella non sono piaciuti al Movimento. Di Maio: “Ha esposto una propria idea che non è nel contratto”

dalla Redazione
Politica

Non accenna a placarsi il dibatto sullo show di Beppe Grillo sul palco di Italia 5 Stelle al Circo Massimo. La stoccata verso la presidenza della Repubblica non è piaciuta, soprattutto, al Movimento che lo stesso Grillo ha fondato. Ha gelato la platea e costretto il M5S a prendere le distanze dal suo garante. Il vicepremier Luigi Di Maio, questa mattina, intervenendo a ‘Non stop news’ su Rtl 102.5, è tornato sull’episodio: “Ha esposto la propria idea”.

“Grillo – ha detto il ministro del Lavoro – ha esposto la propria idea che non è nel contratto di governo, non ci lanciamo in una grandissima riforma costituzionale sul presidente della Repubblica. Si riferiva sicuramente all’abolizione dei senatori a vita, all’abolizione del reato di vilipendio, che è un reato medievale. I cittadini – ha concluso Di Maio – non saranno perseguitati da una ennesima riforma costituzionale”.

“Dovremmo togliere i poteri al capo dello Stato, dovremmo riformarlo” l’attacco del comico genovese dal palco del Circo massimo, dopo aver definiti il reato di il vilipendio “cose dell’ Ottocento”. Poi l’attacco diretto a Mattarella: “Un Capo dello Stato presiede il Csm, è capo delle forze armate, nomina 5 senatori a vita. Non è più in sintonia col nostro modo di pensare”.

Il M5S ha preso subito le distanze, ribadendo piena fiducia nel ruolo di Garante della Costituzione del Presidente Mattarella, ricordando che Grillo non riveste ruoli istituzionali e spiegando che né le forze di maggioranza né quelle di governo “intendono riformare i poteri del Presidente della Repubblica”. Un proposito che, tra l’altro, non è presente nel contratto di governo.

Chiara Appendino, sindaca 5 Stelle di Torino, ospite questa mattina ad Agorà, rispondendo a una domanda sugli attacchi di Grillo al Quirinale, ha detto che “in generale quello sui poteri del Capo dello Stato è un dibattito che si potrebbe tranquillamente accendere, ma parte dalla sfiducia che c’è nelle istituzioni”. “Ma oggi – ha aggiunto l’esponente pentastellata – il presidente della Repubblica, in quanto figura di garante, è una delle figure in cui c’è maggiore fiducia. Anche la mia opinione personale è che sia una figura di garante importante, quindi personalmente non interverrei su quei poteri. Detto ciò c’è una questione di sfiducia generale, quindi dovremmo porci la domanda su come ricreare un senso di fiducia e legame nei confronti di chi rappresenta lo Stato a tutti i livelli dai sindaci a salire”.