I dubbi di Laganà (Cda Rai): “La doppia poltrona di Foa incompatibile e inopportuna”. Per il consigliere eletto dai dipendenti l’incarico in RaiCom mette a rischio il ruolo di garanzia del presidente

di Antonio Pitoni
L'intervista

“Se il presidente del Cda Rai ricopre anche altri ruoli in aziende controllate, il rischio che venga meno il suo ruolo di garanzia è concreto”. Il consigliere di Viale Mazzini, Riccardo Laganà, eletto dai dipendenti Rai, non ha dubbi.

Presidente del Cda Rai e della controllata RaiCom. Per il vice presidente della commissione di Vigilanza, Primo Di Nicola, il doppio incarico di Foa è un problema. Condivide?
“Di Nicola ha centrato la questione. Il problema, peraltro, non riguarda solo Foa, ma anche il consigliere di Rai Spa, Igor De Biasio (in quota Lega, ndr), che siede a sua volta nel Cda di RaiCom. Entrambi si trovano nella posizione di dover decidere di destinare fondi pubblici dalla società controllante, Rai Spa, soggetta al contratto di servizio e beneficiaria delle risorse provenienti dal canone che devono essere utilizzate esclusivamente per per finalità di pubblico interesse, a quella controllata, Raicom che persegue invece interessi spiccatamente commerciali”.

Al riguardo, Di Nicola ha evocato il conflitto di interessi. Lei che idea si è fatto?
“Più che di conflitto di interessi, parlerei di diversi interessi perseguiti da due aziende con finalità differenti. Faccio un esempio”.

Prego…
“Sappiamo che il nuovo piano industriale prevede per il 2019, il 2020 e il 2021, una dotazione di 60 milioni per il canale istituzionale e per quello in inglese. In pratica 20 milioni l’anno, supponendo che 10 vadano al canale in inglese, gli altri 10 andranno a quello istituzionale. Quando si andrà a votare una delibera relativa al canale RaiCom nel Cda di Rai Spa, Foa e De Biasio si troveranno a votare in una situazione che io ritengo incompatile e poco opportuna”.

A proposito del canale Rai in lingua inglese, lei ha parlato di “tradimento delle finalità del servizio pubblico”. Perché?
“Perché un canale che risponde a logiche di servizio pubblico in un’azienda commerciale, sfugge ai controlli dell’Agcom e della commissione di Vigilanza che possono intervenire su Rai Spa ma non su RaiCom. Supponiamo che si decida di fare un telegiornale in lingua inglese per l’estero: chi dovrebbe controllare la linea editoriale e il pluralismo dell’informazione in un’azienda commerciale?”.

Al di là del caso Raicom, un presidente della Rai può avere ruoli gestionali diretti senza pregiudicare quel ruolo di garanzia che M5S e Lega, avevano a più riprese assicurato?
“Se vai a ricoprire altri incarichi all’interno di altre aziende controllate è chiaro che il ruolo di garanzia potrebbe venir meno. Il rischio c’è ed è legittimo porre il tema come ha fatto Di Nicola”.

Oggi la questione del doppio incarico potrebbe esplodere in Vigilanza. I Cinque Stelle invocano il passo indietro di Foa da RaiCom. è la soluzione?
“La soluzione è duplice. Primo: si pone un tema di compatibilità dei doppi suoli dei consiglieri del Cda nelle controllate. Buon senso vorrebbe si tornasse indietro rispetto a questa scelta. Secondo: il canale in inglese deve tornare alla Rai. Anche se Foa e De Biasio lasciassero RaiCom, il problema del controllo sul canale non si risolverebbe: resterebbe il nodo della linea editoriale e quello delle risorse pubbliche destinate ad un’azienda commerciale che potrebbero configurarsi come aiuto di Stato”.