I tedeschi predicano bene, ma razzolano malissimo. Perquisite 6 filiali della Deutsche Bank in Germania. L’accusa è di aver riciclato soldi sporchi nei paradisi fiscali

di Francesco Carta
Mondo

Lo scandalo che non ti aspetti da una grande banca, a maggior ragione se parliamo di uno dei maggiori gruppi tedeschi, sempre così rigorosi (con gli altri). Ieri invece le autorità monetarie di Berlino hanno disposto una inquietante perquisizione negli uffici direzionali di Francoforte della Deutsche Bank per cercare prove relative al presunto riciclaggio di denaro.

Un totale di 170 funzionari della Procura di Francoforte, l’Ufficio federale di polizia criminale (Bka), il dipartimento di investigazione fiscale e la polizia federale hanno varcato l’ingresso della sede della più grande istituzione finanziaria della Germania, sulla scia del sospetto che Deutsche Bank abbia aiutato i clienti a creare società in paradisi fiscali per riciclare denaro. L’inchiesta è legata a quanto emerso dai cosiddetti “Panama papers”.

Altre perquisizioni hanno avuto luogo nelle sedi di Eschborn e Gross-Umstadt, dove sono stati sequestrati numerosi documenti. Nel 2016, una società legata alla banca con sede alle Isole Vergini, avrebbe gestito ben 900 clienti per un volume d’affari complessivo di 311 milioni di euro. “Eravamo convinti di aver già trasmesso alle autorità tutte le informazioni più rilevanti in merito ai Panama Papers”, spiega la banca tedesca in una nota. Deutsche Bank non è nuova a scandali.

L’ultimo è il caso Danske Bank: secondo gli inquirenti, oltre 230 miliardi di dollari, per lo più di provenienza russa, sarebbero transitati dalla filiale estone dell’istituto danese per un circuito che girava dal colosso di Francoforte per uscirne perfettamente ripuliti.