Il 5 Stelle Giarrusso ripescato al ministero dell’Istruzione/1. La politica non cambia

di Antonio Pitoni
Editoriale

È proprio vero, certe abitudini sono davvero dure a morire. E neppure la Terza Repubblica, nata con l’avvento del Governo del cambiamento, sembra immune a certe pratiche che di Repubblica ricordano tanto la Prima. Emblematica al riguardo è la vicenda dell’ex Iena Dino Giarrusso: candidato e bocciato dagli elettori nel collegio romano del Gianicolo – “senza paracadute”, tenne a precisare lui – ha ottenuto ieri un importante incarico dal ministero dell’Istruzione dove si occuperà di vigilare sulla regolarità dei concorsi universitari. Per carità, nulla quaestio sul profilo del prescelto cui è stata affidata la delicata missione. In questa vicenda, infatti, il punto è un altro. La disinvoltura con la quale il Movimento 5 Stelle, che per anni nel corso della precedente legislatura ha gridato allo scandalo dei trombati della politica ripescati e parcheggiati tra una poltrona e l’altra della Pubblica amministrazione, abbia sdoganato questa pratica più volte denunciata in passato. Un controsenso difficile da spiegare. Almeno che non si ammetta che certe regole di opportunità valgono solo per gli altri.