Il Movimento Boccia il ministro sulle Autonomie. Dopo l’accelerazione data in solitaria all’intesa frenano tutti

di Giorgio Iusti
Politica

M5S mette il freno al ministro Francesco Boccia sulla riforma delle autonomie delle Regioni. Il tema, particolarmente delicato, deve essere oggetto di discussione e condivisione nel Governo giallorosso e la fuga in avanti, solitaria, del titolare degli affari regionali e le autonomie, dopo aver trovato l’accordo con le Regioni, tanto da paventare un inserimento della norma nella Manovra, è stata subito bloccata dai pentastellati. “La Commissione bicamerale per le questioni regionali, all’inizio di ottobre ha audito il ministro Boccia. La commissione – hanno specificato gli stessi commissari M5S di Camera e Senato della Commissione per le questioni regionali – nel ricordare che l’iter avviato non può prescindere dallo studio ed individuazione dei Lep (Livelli essenziali di prestazione) e che tutto il lavoro svolto finora lo si è portato avanti nel rispetto delle legittime richieste delle Regioni in tema di autonomie differenziate, propone di procedere con un’attenta ed ulteriore analisi anche alla luce delle notizie che si sono susseguite in questi giorni. Pertanto, la Commissione chiede di analizzare con attenzione i possibili scenari che scaturirebbero dall’attuazione di una legge, invitando alla prudenza tutti gli attori di questa epocale modifica dell’assetto del nostro Paese”.

Ancora: “Riteniamo inopportuna l’ipotesi di inserire in legge di bilancio qualche disposizione attinente ad una riforma così importante per il paese. Auspichiamo che il ministro Boccia, dopo aver raggiunto l’intesa con le regioni faccia gli opportuni passaggi all’interno delle commissioni parlamentari di riferimento nonché le bicamerali competenti”. Il ministro dem, che si trova ora a dover giocare in difesa, dopo aver fatto passare la riforma come cosa fatta avendo trovato l’accordo con le Regioni, ha così affermato che lunedì porterà il tema in discussione nella riunione del Consiglio dei ministri. A sostenerlo il dem Enrico Borghi. – “Il lavoro fatto in conferenza Stato-Regioni dal ministro Boccia – ha dichiarato il componente della Presidenza del gruppo Pd a Montecitorio – conferma che il vero autonomismo lo stiamo mettendo in campo noi, dopo mesi di chiacchiere inutili. Agli amici dei 5 Stelle che si stanno agitando impropriamente consiglio di rivolgersi al ministro D’Incà, titolare peraltro della delega alle riforme istituzionali, che ben conosce iter e contenuti sin qui seguiti, così come tutti i componenti di consigli regionali visitati dal ministro”.

Boccia ha quindi insistito sostenendo che la legge quadro dell’autonomia è una legge del Paese e che non ha colore politico: “L’unico colore che ha è quello della Costituzione”. Ma niente accelerazioni. Lo ha ribadito anche il pentastellato Luigi Gallo, presidente della Commissione cultura alla Camera. “La proposta non è condivisa con il Parlamento – ha evidenziato Gallo – il governo e Boccia si fermino su questa assurda proposta di presentare un emendamento sull’autonomia differenziata in legge di bilancio”. Ancor più chiaramente: “Nessun blitz verrà accettato basta con il fare le cose subito e male solo per dare contentini, l’autonomia, come abbiamo sempre detto, deve seguire un processo trasparente e partecipato del Parlamento, perché stiamo intervenendo su un principio costituzionale – ha concluso Gallo – ed è bene farlo con una legge quadro ma l’attenzione, la trasparenza e la partecipazione deve essere massima, così come il dibattito ed il coinvolgimento del Paese”.

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