Il nodo prescrizione. Sulla giustizia il Pd al bivio tra il Governo e Berlusconi. Bonafede: “Stiamo lavorando per trovare un accordo”

di Raffaella Malito
Politica

Che sulla giustizia il Pd possa votare con Forza Italia, Lega e FdI per far saltare la norma che blocca la prescrizione dopo il primo grado, lo ritengono tutti poco credibile. Anche se l’accordo in maggioranza ancora non c’è e se l’asse tra dem e Centrodestra alla fine dovesse saldarsi davvero le conseguenze sarebbero imprevedibili. L’ostacolo rimane proprio il blocca-prescrizione. Che entrerà in vigore dal 1° gennaio. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è ottimista: “Stiamo lavorando per trovare un accordo”. Ma avverte: “Se il Pd dovesse andare in aula – e non ci voglio credere, troveremo una soluzione – a fare asse con Forza Italia, con la Lega, con Fratelli d’Italia proprio sulla prescrizione, dopo decenni di battaglia con Berlusconi, sarebbe un fatto grave”.

Dem e grillini tengono il punto: “Se il Pd votasse con FI contro questa riforma il M5S non potrebbe portare avanti questo governo”, dice Alessandro Di Battista. “La riforma della prescrizione entra in vigore il primo gennaio, il lavoro è già stato fatto”, rincara la dose il capo politico Luigi Di Maio, “se qualcuno vuole votare un provvedimento che ci fa tornare ai tempi berlusconiani spero che non sia qualcuno di maggioranza”. L’azzurro Enrico Costa ha fatto appello ai dem perché convergessero sulla sua proposta di legge contro la prescrizione. Ma la conferenza dei capigruppo alla Camera ha respinto la richiesta di FI di calendarizzare con la massima urgenza la discussione sul ddl in questione. A decidere sarà l’Aula il 3 dicembre.

“Non c’è e non ci sarà nessun asse Pd-Fi sulla prescrizione e il ministro lo sa benissimo”, replica il senatore Pd, Franco Mirabelli. “Ma – aggiunge – Bonafede deve farsi carico dei temi che il Pd e tanta parte degli operatori di giustizia gli stanno ponendo”. “Accanto alla prescrizione bisogna garantire i tempi certi e brevi del processo”, spiega il segretario del Pd Nicola Zingaretti. “Noi non vogliamo ‘passi indietro’ sulla prescrizione ma passi avanti sul processo penale”, insiste l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando via social. In un secondo tweet il vicesegretario del Pd scrive: “La riforma della prescrizione da sola crea squilibri’, adesso che lo dice anche l’Anm si può prendere in considerazione questo dato? Senza rispondere che chi lo dice è amico dei corrotti (la corruzione si prescrive in 20 anni)!?”.

“D’accordo con Orlando sul fatto che è necessario velocizzare i tempi del processo. Bene. Facciamolo”, rilancia il Guardasigilli. L’accordo potrebbe arrivare all’interno di un quadro che tenga assieme prescrizione, tempi del processo e norme sugli evasori. Sull’inasprimento delle pene per chi evade, voluto a tutti i costi in manovra dai 5S, è in arrivo un allentamento della stretta sui reati tributari meno gravi. Per andare incontro alle altre forze di maggioranza. A protestare contro le norme soprattutto i renziani. Ma sulla prescrizione il M5S non arretrerà. “Come ministro della Giustizia devo poter incontrare a testa alta il padre di Martina”, dice Bonafede.

Si tratta della studentessa genovese che precipitò dal balcone di una camera di albergo a Palma di Maiorca nel 2011 per sfuggire a un tentativo di stupro. Ieri è stato deciso di anticipare l’udienza in corte d’appello a Firenze del processo proprio per il rischio di una nuova prescrizione. Il giorno prima era già stato dichiarato prescritto il reato di morte come conseguenza di altro reato, rimane in piedi contro due imputati l’accusa di tentata violenza sessuale di gruppo che però si prescriverà nel 2021.

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