Il Pd blinda il Rosatellum col voto di fiducia e il Governo accetta il diktat di Renzi. Per le opposizioni è un atto eversivo. M5S: “Scendiamo in piazza”

dalla Redazione
Politica
Rosatellum

Colpo di scena alla Camera sulla legge elettorale. Come aveva già anticipato La Notizia, alla fine per far approvare il Rosatellum bis il Pd ha blindato il testo chiedendo al Governo la fiducia che ha prontamente accettato i diktat di Matteo Renzi. Se solo tre giorni fa (e pure questa mattina) il relatore dem Emanuele Fiano garantiva che l’opzione non fosse sul tavolo, a dare l’annuncio oggi è stato lo stesso capogruppo Pd Ettore Rosato. Per le opposizioni (M5s e Mdp) è “un atto eversivo“, tanto che il candidato premier grillino Luigi Di Maio ha dichiarato che nelle prossime ore “convocherà in piazza il popolo perché deve capire”.

Di segno opposto, invece, l’intervento del Quirinaleche, tramite fonti interne, ha fatto trapelare l’apprezzamento per l’impegno del Parlamento, benedicendo anche il voto di fiducia: “Il presidente della Repubblica”, si apprende, “non interviene nel merito del testo in esame o di scelte diverse in materia, e neppure sull’ipotesi di voto di fiducia che attiene al rapporto Parlamento-governo, ma considera positivo l’impegno del Parlamento per giungere all’approvazione della legge elettorale e auspica che questo avvenga con il più ampio consenso”.

Tra i principali oppositori della legge elettorale, come detto, ci sono i grillini. Il candidato premier M5s Luigi Di Maio, parlando con i cronisti, ha annunciato che “verrà convocato il popolo in piazza perché deve capire”. Due gli appuntamenti fino a questo momento programmati: il primo domani 11 ottobre e il secondo giovedì 12. Poco prima sempre Di Maio aveva scritto sul blog di Beppe Grillo: “Signori, siamo in piena emergenza democratica. Nelle aule parlamentari si sta consumando l’ennesima aberrazione istituzionale: il Pd ha appena dato il suo ok alla fiducia sulla legge elettorale quindi il Parlamento non potrà discuterla. Quello che hanno deciso due o tre capi di partito diventerà legge senza che nessuno possa dire la sua”. Stessa linea per il capogruppo M5s a Montecitorio Simone Valente: “E’ un atto eversivo contro la democrazia, la libertà del voto e la sovranità dei cittadini”, ha attaccato. “Il tutto con la complicità di Lega e Forza Italia che, sulla carta, sono all’opposizione, ma che fanno parte di questo grande e vergognoso inciucio contro i cittadini”.

Si opporranno al voto di fiducia anche gli esponenti di Articolo 1-Mdp. “Il gruppo ha espresso un giudizio unanime di radicale critica sull’ipotesi che venga messa la fiducia sulla legge elettorale”, ha detto il capogruppo Francesco Laforgia. “Rivolgiamo un estremo appello al Presidente Gentiloni affinché tenga fede all’impegno assunto in aula ed eviti che questo strappo che riteniamo addirittura più grave rispetto a quello sull’Italicum, non venga compiuto. Se dovessimo andar avanti su questa strada, Articolo 1-Mdp voterà, all’unanimità, contro la fiducia e la legge elettorale”. Molto duro anche Pippo Civati: “La fiducia che si dice il governo porrà sul Rosatellum è una vergogna, un atto indegno. Per la seconda volta nella legislatura un governo vuole blindare una legge elettorale, vietando il dibattito in Parlamento”.

Infine Lega Nord e Forza Italia che hanno annunciato che voteranno sì alla legge, ma no alla fiducia. “La Lega”, ha detto il vicesegretario del Carroccio Giancarlo Giorgetti, “non potrà ovviamente votare la fiducia al governo ma comprende le motivazioni che hanno portato a questa richiesta. La Lega come già fatto in commissione coerentemente dirà sì alla legge, con voto segreto o palese che sia. Auspichiamo un rapido iter al Senato consapevoli che chiunque lo rallenti evidentemente vuole rinviare la data delle elezioni che si devono tenere invece il più presto possibile”. Stessa linea per il capogruppo azzurro Renato Brunetta.