Il “potere” del Beautiful State. Come affrontare le sfide della vita. Lo spiega in un’intervista la mistica indiana Preethaji

di Benedetta Bertini
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Un viaggio nelle cinque aree cardine della vita, la realizzazione personale, la relazione di coppia, la genitorialità, la creazione della ricchezza e la leadership.  Un viaggio non fuori, ma dentro, per risvegliarsi alla Calma Coscienza, quella dimensione interiore in cui finisce la guerra tempestosa contro se stessi e viene guarito il bambino ferito e traumatizzato che vive in ognuno noi. Preethaji, mistica, saggia, filosofa, imprenditrice indiana, è la co-fondatrice insieme al marito Krishnaji, della O&O Academy, una scuola di meditazione per la trasformazione della coscienza umana, nata con lo scopo di liberare l’uomo dalla sofferenza. Sarà a Stoccolma dal 31 ottobre al 3 novembre con il corso Field Of Abundance, il Campo dell’Abbondanza, interamente condotto e ideato da lei. Un corso che si rivolge a tutti, studenti, genitori, imprenditori, uomini di affari, casalinghe, persone interessate ad un cammino di ricerca personale o a scoprire davvero cosi sia l’amore.

In pochi anni ha già aiutato e trasformato la vita migliaia di esseri umani in tutto il mondo, sopratutto nel modo di sperimentarla; le pratiche e i processi proposti si basano infatti su una perfetta convergenza tra il mondo scientifico e quello trascendentale. Quattro giorni per imparare il potere di un bellissimo stato, per l’evoluzione della coscienza, per connettersi al potere della sorgente, grazie a cui affrontare, con chiarezza, sicurezza e serenità le sfide della vita.  Preetahji autrice del libro “The Four Sacred Secrets”, uscito ad agosto ed in vetta a tutte le classiche in America, illustrerà i 4 segreti sacri, insegnamenti preziosi in grado di rivoluzionare le vite di ognuno di noi.

Oltre alla Calma Coscienza al corso ci si risveglierà alla Coscienza Connessa, quella dimensione che conduce ad un senso di espansione; perdendo la propria individualità, si imparerà a connettersi all’altro; gli insegnamenti e i processi porteranno a ridurre l’attività nel lobo parietale inferiore della corteccia celebrale, riducendo cosi le turbolenze emotive. Si acquisirà, infine, la Coscienza Creativa. In questa dimensione di coscienza la relazione con la ricchezza e il successo subisce una magica trasformazione.  Le persone faranno esperienza di sincronicità positive nella loro vita per realizzare i loro intenti ed inizieranno ad accedere a un’intelligenza intuitiva che va oltre la sfera limitante della mente, grazia a cui trovare facilmente soluzioni anche a situazioni complesse.

Preethaji, la O&O Academy è nata per liberare l’umanità dalla sofferenza e siete presenti in oltre 100 paesi. Ogni essere umano, per ragioni diverse, ha un bagaglio di grande dolore. Perché c’è questa tendenza a rimuginare sul passato, a rimanere attaccati alle ferite e perché è tanto difficile lasciarle andare?
Ogni specie sperimenta situazioni stressanti nella propria vita. C’è uno stress esterno, non solo per noi: esiste per gli animali, per esempio, e per le piante. Anche loro fanno esperienza di situazione stressanti, ma loro rispondono a quelle situazioni e poi finisce lì. Noi esseri umani invece, a causa del modo in cui ci siamo evoluti, quando si verifica un problema o ci si presenta una sfida, forniamo una qualche risposta alla situazione, ma poi anche quando è tutto risolto, continuiamo a portare quel problema dentro di noi, nel nostro cervello ancora, ancora e ancora. Ma dovremmo continuare a vivere così? No. C’è un modo diverso di far esperienza della vita. Le persone, quando si verifica un problema hanno l’abitudine a rispondere alla situazione da uno stato di sofferenza o da uno stato di stress. Oppure, al verificarsi di un conflitto, rispondo da uno stato di separazione o divisione, ma non deve essere necessariamente così. Incontrando e parlando con persone in tutto il mondo che hanno avuto esperienze di trasformazione, abbiamo notato che gli individui sono in grado di vivere una vita libera dalla sofferenza, ma ciò di cui c’è bisogno è una comprensione corretta di come elaborare la sofferenza, di come uscirne. Ci potranno essere delle sfide e condizioni difficili, ma non si deve per forza restare attaccati a quella sofferenza a lungo, perché più si resta attaccati alla sofferenza e più problemi vengono a crearsi.

Nei vostri corsi sentiamo sempre parlare dell’importanza di prendersi una pausa. Può dirci di più al riguardo, rispetto a questo importante principio?
Abbiamo un antico detto in India: “il digiuno è la principale e la più grande medicina di cui possiamo disporre”.
Quindi, perché un corpo possa riprendersi, ricaricarsi, riacquistare energia al proprio interno, ciò che viene consigliato nell’antica India è il digiuno. La stessa cosa avviene con il nostro cervello. Noi non prestiamo attenzione a cosa avviene al suo interno. E il costante movimento di emozioni e pensieri, di cui non siamo consapevoli, porta a costruire la nostra vita sulla base di queste emozioni distruttive. Probabilmente trascorriamo il 50-60% del nostro tempo in pensieri negativi e sperimentiamo la vita da uno stato di negatività. Ecco perché la cosa più importante che ripetiamo nei nostri corsi è quella di fare una pausa e portare l’attenzione a se stessi e vedere come stiamo rispondendo alla vita, da quale stato, come la stiamo sperimentando e percependo, cosa ci sta facendo compiere quelle scelte o prendere quelle decisioni e quale è il modo in cui ci relazioni agli altri. Perciò è importante fare una pausa. Così come il digiuno è d’aiuto al corpo, fermarsi e fare una pausa è d’aiuto e di ristoro per la coscienza.

Voi spiegate sempre che in uno stato di sofferenza tutti gli esseri umani commettono un errore: vogliono attribuire un significato alla sofferenza, ma questo non conduce alla liberazione. Cosa bisogna fare?
Attribuendo un significato alla sofferenza, cercando di dire a se stessi o cercando di dimostrare all’altro che il fatto è avvenuto per una specifica ragione, è come cercare di darsi sollievo.  Non essendo in grado di sentire il dolore che stiamo patendo, non essendo in grado di percepire la lotta che si stiamo affrontando, tendiamo a coprirla, tendiamo a nasconderla e dirci che è nella nostra natura avere paura, che questa è la nostra natura, così cerchiamo di dare un significato a ciò che è successo o cerchiamo di spiegarlo a noi stessi, cerchiamo di essere logici al riguardo, ma questo in realtà ci frena dal sentire ciò che stiamo davvero provando: il dolore, la sofferenza, l’insensibilità che stiamo ricevendo, la pena che abbiamo subito. Ma nascondere un’esperienza dolorosa non è liberazione. La vera liberazione avviene quando sei in grado di vedere molto chiaramente quello che sta avvenendo dentro di te, in modo tale da trasformare subito il tuo stato interiore. La vera sfida infatti è quella di riuscire ad uscire, grazie a delle tecniche vi insegnano, il più velocemente possibile dalla sofferenza e passare più tempo possibile in uno stato bello.

Cosa intende quando parli di uno stato bello?
Lo stato bello è uno stato di totale assenza di conflitto con noi stessi e con gli altri, uno stato di pace, di chiarezza, di connessione verso l’altro, di calma, di compassione e di gratitudine.

C’è un video molto bello, di grande impatto, di lei in Cina, in cui parla dell’importanza di avere uno scopo in ogni area della nostra vita. Potrebbe darci un consiglio pratico? Quali sono gli errori più comuni che le persone commettono quando cercano di trovare uno scopo e cosa significa che questo può essere rivelato solo quando ci troviamo in uno stato di espansione?
Spesso i nostri obiettivi si limitano al settore della carriera e a quello che vogliamo fare nella nostra vita.
Riteniamo che gli obiettivi nel lavoro siano piuttosto essenziali. Ma un vero obiettivo può emergere solo quando non stiamo soffrendo. Quando parlo di sofferenza intendo uno stato interno di conflitto. Più ti trovi in uno stato di conflitto, più sei in uno stato di sofferenza. Se stiamo svegli dieci, undici ore e pensi per undici ore al giorno, l’80% di quei pensieri saranno vecchi.  E di questo 80%, il 50-70% sono pensieri negativi che ci portano ad uno stato di disconnessione e da questi stato nessun proposito può emergere. Un proposito è qualcosa di più che cercare di fare qualcosa della propria vita. Ciò che è davvero importante è essere in grado di trasformare il nostro stato di sofferenza. Il nostro scopo può emerge solo quando ci sentiamo connessi alle persone, alla vita, al mondo attorno a noi. Quello è il momento in cui il proposito emerge davvero.

Lei insegna a vivere in un bellissimo stato, e dice che un bellissimo stato può essere raggiunto anche da persone che stanno lottando contro una grave malattia in ospedale o, per esempio, che si trovano alla fine della propria esistenza: come?
Ci sono situazioni molto dolorose nella vita. E la sofferenza fisica, mette radici e crea ancor maggior dolore nella nostra mente e nella nostra coscienza. E’ importante portare l’attenzione a questa credenza che abbiamo secondo cui solo quando ci saremo liberati dal dolore saremo liberi dalla sofferenza; è un modo di pensare sbagliato.
Più si è in grado di liberarsi dalla sofferenza più si potrà essere gioiosi, proveremo maggiore gratitudine e in questo stato la guarigione del corpo arriverà più facilmente. Dobbiamo liberarci da queste convinzioni che per essere felici dobbiamo trovare la persona giusta o dobbiamo essere in grado di guarire il corpo, perché è esattamente il contrario: per una coscienza sviluppata il mondo funziona all’inverso. La sofferenza è uno stato da cui non si può trarre niente. E’ immateriale, fa male a te, fa male alle persone che ti circondano, quindi è importante fare pratica con la meditazione, coltivare più gioia di quanta se ne riceve, in modo che il nostro corpo possa guarire, che il nostro ambiente si trasformi e anche le nostre relazioni miglioreranno.

Lei ci insegna sempre che non dobbiamo vivere perseguendo degli ideali perché perseguire degli ideali può causare un maggiore conflitto interiore.
Gli ideali esistono così che possiamo diventare esseri umani migliori. Sfortunatamente però possono diventare fonte di cosa fare o non fare e questo fare o non fare alle volte diventa una posta molto alta per le persone.
Quando non riescono a vivere secondo gli ideali che si sono prefissati, iniziano infatti a sentirsi persone incapaci di realizzarsi e vanno in conflitto con loro stesse. Ma se ti trovi in un bellissimo stato non hai bisogno di questi ideali, se ti trovi in un bellissimo stato compirai naturalmente quelle azioni. Azioni che non ti verranno perché ti sono state imposte, ma perché nutriranno la tua mente. Non hai più bisogno di qualcun altro che ti dica cosa devi fare perché tu ti trovi in uno stato bellissimo.

Quest’anno è stato molto intenso per l’Academy con l’apertura del tempio di Ekam, la presentazione di molti corsi che tenete in tutto il mondo, l’organizzazione di numerosi Festival in India: per la Pace, per l’Illuminazione, per l’Abbondanza…c’è un altro progetto che volete realizzare?
Al momento siamo pieni di cose da fare. Ci piacerebbe avere un po’ di tempo per riprendere fiato; il Festival della Pace è appena terminato. Abbiamo avuto una marea di persone con esperienze straordinarie, sincronicità straordinarie, che si sono connessi attraverso la coscienza alla propria famiglia, al proprio circolo dell’anima, e incredibili sincronicità e miracoli si sono riversati nelle loro vite. E’ uscito ad agosto il nostro libro che si intitola The Four Sacred Secrets. E’ un libro incredibilmente potente. Non è solo un altro dei tanti libri in circolazione.
Krishnaji ed io vogliamo essere sicuri che per i lettori sia un viaggio, in modo che possano assimilarlo e siano in grado di passare attraverso un vero e proprio processo interiore leggendo il libro. Ci auguriamo che possa raggiungere le mani di molte persone; la trasformazione non è limitata ad una nicchia di persone, la trasformazione è possibile per tutti.

Per ulteriori informazioni: www.pkconsciousness.com – sincronizzati.org

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