Il Senato è vivo e spende insieme a noi. Per assicurare gli eletti e il servizio di facchinaggio messi sul piatto più di 15 milioni di euro

di Carmine Gazzanni
Politica

Il Senato è vivo e spende insieme a noi. Se esattamente un anno fa c’era il rischio che Palazzo Madama mandasse a casa i 315 senatori, lasciando al loro posto una ristretta rappresentativa delle realtà locali, ora il ramo del Parlamento presieduto da Pietro Grasso vive tutta un’altra realtà, sicuro del domani e con le tasche gonfie. E così, in questi giorni, spuntano due succulenti bandi di gara, segno evidente del fatto che già si pensa alla prossima legislatura. Parliamo di due appalti messi in palio, uno relativo all’affidamento del “servizio di facchinaggio per il Senato della Repubblica” e l’altro invece per l’affidamento dei “servizi assicurativi”. Il costo totale preventivato da Palazzo Madama supera i 15 milioni di euro. Ma entriamo nel dettaglio. A sfogliare i documenti di gara, il primo aspetto che salta all’occhio è che la trasparenza delle istituzioni è ridotta al minimo indispensabile, poiché – si specifica in entrambi i bandi – “l’accesso ai documenti di gara è limitato”. Proviamo a chiedere più informazioni tramite l’ufficio comunicazioni, ma niente. Anche perché, si specifica ancora nei documenti, i dettagli aggiuntivi saranno resi noti solo agli “operatori economici interessati a partecipare alla procedura”.

Ciononostante, dagli atti disponibili veniamo a sapere che per il bando relativo al facchinaggio, che dovrà coprire un lasso di tempo di tre anni, Palazzo Madama spenderà 4,3 milioni di euro. Parliamo, cioè, di quasi 1,5 milioni ogni anno per la “movimentazione e operazioni accessorie, di beni aventi volume, peso e forma indeterminati ed eterogenei”. Il tutto sia all’interno dei vari uffici e locali del Senato della Repubblica sia ovviamente tra i vari immobili di cui dispone il Senato stesso. Senza dimenticare, manco a dirlo, la gestione logistica del magazzino. Ma il bando più curioso è senz’altro quello relativo ai servizi assicurativi. Parliamo, cioè, delle convenzioni assicurative specifiche per il ramo danno e infortuni (lotto 1) e per il ramo vita (lotto 2). Per il primo in palio ci sono 11,4 milioni; per il secondo 3,8. Totale, come detto, oltre 15 milioni di euro. Ma il bello è che, se per il lotto due, è chiara la finalità della convenzione, e cioè la “prestazione di servizi assicurativi per il caso di morte (rischio assoluto) degli onorevoli senatori”, meno lo è il lotto uno, ovvero quello relativo a “danno e infortuni”.

La domanda, in altre parole, è: quali sarebbero i “danni” e gli “infortuni” che Palazzo Madama copre tramite assicurazione? Come detto, difficile stabilirlo siccome il capitolato tecnico dei bandi non è pubblico. Certo è, per quanto è possibile leggere, che l’intenzione di Palazzo Madama è quella di coprire tutti i tipi di rischi, dalla “invalidità permanente da infortunio” a quella da malattia, dagli “eventi speciali relativi agli onorevoli senatori” fino ai “danni ai beni mobili e immobili e responsabilità civili diverse”. Un’idea di cosa voglia dire questo in concreto, ce la si può fare partendo dai servizi assicurativi che vigono nell’altro ramo del Parlamento, a Montecitorio. In questo caso, infatti, i nostri deputati sono assicurati – per quanto denunciato mesi fa dal deputato M5S Riccardo Fraccaro – da punture e morse di animali, malattie tropicali, affogamento, ernie addominali. E poi, ancora, i parlamentari sono coperti anche in caso di infortuni dopo “escursioni in montagna”. Finita qui? Certo che no. Tutti al sicuro anche in caso di infortuni “in stato di ebbrezza”.

Twitter: @CarmineGazzanni

  • Sergio

    Questo l’hanno voluto i cittadini e i sinistri in particolare, ora non si possono lamentare.