Il suicidio di Forza Italia. Ultimo atto dello scontro Berlusconi-Fitto

Stavolta lo show del Cavaliere non ci sarà. La riunione del gruppo Forza Italia alla Camera, prevista per questa mattina,  prevede i seguenti punti all’ordine del giorno: disegno di legge del Governo “La Buona Scuola”, il cui testo sarà trasmesso a breve e incardinato presso la Commissione Cultura della Camera; disciplina delle unioni civili, le cui proposte di legge in merito sono attualmente all’esame del Senato. E poi i  temi della Commissione Giustizia, attualmente all’attenzione di Camera e Senato quali anticorruzione, delitti contro l’ambiente, divorzio breve. Tutta roba di primaria importanza,  anche in chiave campagna elettorale. All’assemblea, però, Silvio Berlusconi non ci sarà. Segno evidente che i problemi  che affliggono l’ex presidente del Consiglio sono ben altri.  Per esempio  il caso Fitto. Sarà rottura totale oppure, alla fine, una soluzione verrà trovata?  Difficile fare ipotesi, soprattutto ora che il partito è davvero in preda alle convulsioni e il gelo fra i due sembra essere il tema dominante. Ma visto che stiamo per imboccare l’ultimo miglio delle regionali, questa potrebbe essere davvero  la settimana decisiva.  E così mentre il Cav trascorrerà a Villa La Certosa in Sardegna un’altra giornata di relax-lavoro lontano dalla politica e dalle beghe interne di partito che ormai vive con distacco, l’ex ministro si prepara al redde rationem. Oggi l’eurodeputato rientrerà a Roma e farà il punto con i suoi per decidere se correre con liste civiche autonome in Puglia, ma anche in Veneto (a sostegno di Flavio Tosi) e in Campania, dove la maggior parte dei fittiani sono pronti a sostenere il bis di Stefano Caldoro. I “ricostruttori” sono pessimisti. “La rottura è ormai inevitabile? Non dipende da noi, certo il clima politico che si respira soprattutto in Puglia non è dei migliori e se dovesse continuare a prevalere la logica delle esclusioni dalle liste, da cui ha preso le distanze anche Schittulli, non possiamo altro che trarne le dovute conseguenze”. Ovvero, correre da soli e pensare a eventuali gruppi autonomi.  E poi c’è la questione Bondi e Repetti. I due ex senatori azzurri sarebbero pronti a passare sono le insegne di Renzi e questo rischia di creare ulteriori imbarazzi a Berlusconi, che già deve contenere le animosità legate all’emergere dei nuovi volti, a partire dalla bionda Silvia Sardone che ormai parla come  Matteo Renzi ai tempi della rottamazione. “Fanno passare me per polemica, ma sono i nostri dirigenti che continuano a litigare per spartirsi le ultime poltrone, mentre io dico che dobbiamo tornare a stare tra la gente”, dice l’astro nascente di Forza Italia, particolarmente e critica nei confronti della classe dirigente del partito. Ricambiata, ovviamente, con critiche e attacchi altrettanto duri. L’unica nota consolatrice per Berlusconi, paradossalmente,  potrebbe arrivare dalle toghe.  Entro i primi giorni della prossima settimana dovrebbe arrivare il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Milano chiamato a decidere se dichiarare o meno estinta la pena per Berlusconi condannato definitivamente a 4 anni di carcere, 3 dei quali coperti da indulto, per il caso Mediaset. Giovedì è in programma l’udienza dei giudici durante la quale, senza il contraddittorio tra le parti, si valuteranno le relazioni, in particolare dell’Uepe e dell’Istituto Sacra Famiglia. Entro 5 giorni verrà depositata la decisione.

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