Il valzer degli euro-portaborse. A Bruxelles amici di partito, ex consiglieri e ufologi. E ci costano 217 milioni all’anno

di Carmine Gazzanni
Primo piano

Parenti, ex consiglieri regionali, ex assessori comunali, trombati alle scorse politiche. Finanche parenti, ufologi e dirigenti regionali. Tra gli assistenti che collaborano con i nostri europarlamentari troviamo chiunque. A patto – sia chiaro – che nel curriculum spuntino qua e là quelle giuste conoscenze o magari la tessera di partito, sempre utile per trovare spazio nel sottobosco della politica. Italiana e, come in questo caso, europea. Insomma, l’usanza è la stessa, sia  in patria che all’estero. Con l’unica differenza che, quasi quasi, conviene più fare il portaborse a Bruxelles che a Montecitorio. Il motivo? Semplice: innanzitutto la posizione degli assistenti europarlamentari è regolamentata e, a quanto pare, pure il budget a disposizione è molto corposo. Basta consultare il sito istituzionale: si dice chiaramente che per gli assistenti ogni deputato ha a disposizione la bellezza di 24.164 euro al mese. Per assumere chiunque si voglia tra assistenti accreditati a Bruxelles e Strasburgo, e locali. Il calcolo è imbarazzante. Tenendo conto che gli eurodeputati italiani sono in tutto 73, parliamo di un monte mensile di 1,7 milioni. All’anno sono 21,1 milioni. E ci fermiamo qui, perché se volessimo fare un calcolo complessivo tenendo conto di tutti i 751 parlamentari arriveremo alla strabiliante cifra di 217 milioni di euro di budget.

La valanga – Ma torniamo ai conti di casa nostra. Perché, come detto, a beneficiare di questa torta succolenta sono amici di partito, trombati ed “ex” delle più variegate assisi. Cominciamo dal neo presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani. Tra i suoi assistenti spicca Francesco Battistoni, ex coordinatore regionale Pdl ai tempi di Batman Franco Fiorito. Ma trova posto anche Valeria Bordoni, che già ha lavorato pure tra gli assistenti dei consiglieri regionali laziali. Piccolo particolare: il fratelo, Davide, è l’ex assessore al  Commercio al Campidoglio. Senza dimenticare, ovviamente, Emanuele Ranucci, che arriva dopo aver lavorato all’ufficio stampa di Forza Italia al Senato. Ma, ovviamente, non è l’unico caso. Prendiamo Lorenzo Cesa. Tra i suoi assistenti, per dire, spiccano Ottavio Gaetano Bruni, ex presidente della Provincia di Vibo Valentia ed ex consigliere regionale in Calabria, e Nicoletta Barbato, anche lei “ex”, ma nella giunta comunale di Caserta. E per la legge del contrappasso la sua “ex” segretaria storica, Stefania Gigante, è emigrata da Cesa a un altro europarlamentare, il molisano Aldo Patriciello. Finita qui? Certo che no. Prendiamo Renato Soru: appena terminata la prima giunta cagliaritana di Massimo Zedda, ha deciso di imbarcare Barbara Argiolas, che da assessore a Cagliari è diventata così assistente europarlamentare. C’è spazio, poi, anche per i trombati. Tra tutti, ricordiamo il caso di Davide Pernice, trombato Pd alle politiche 2008 nella circoscrizione Esteri,e oggi assistente dell’ex ministro, Flavio Zanonato. E che dire, ancora di Raffaele Fitto: a suo stretto contatto lavora Pietro Guadalupi, che ha tentato, invano, la corsa alla carica di sindaco a Brindisi.

Dirigenti e ufologi – Ma non è finita qui. Perché, ad esempio, curiosi sono anche gli assistenti di Mario Borghezio. Se fino a poco tempo fa il leghista della prima ora aveva “accolto” due esponenti di CasaPound, ora ha preferito virare sulla Lega più mistica. Ed ecco allora Alfredo Lissoni, un esperto di ufologia. Per dire: ha scritto 17 libri sul tema. Emblematico la sua ultima opera: Progetto Omega – I dossier Ufo del Santo Uffizio. C’è poi Carmine Nino, che risulta assistente accreditato a Bruxeles con Gianni Pittella. Curioso, però, che risulti  dai siti istituzionali anche responsabile amministrativo dell’assessorato all’Urbanistica della Regione Calabria. Come faccia a occuparsi di Catanzaro e di Bruxelles, resta un mistero. Peggio degli ufi.

Tw: @CarmineGazzanni

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

In merito all’articolo di Gazzanni sul “Valzer dei portaborse” a Bruxelles, informo l’autore che sono assistente accreditato al Parlamento europeo dal 2004. Si fosse informato con piu’ precisione, Gazzanni avrebbe appreso che non e’ vietato agli assistenti parlamentari professare le prorie opinioni, ed eventualmente esercitarle – sempre compatibilmente con i regolamenti che discplinano lo statuto degli assistenti. E’ in questo quadro, quindi, che nel 2008 accettai una candidatura ‘di servizio’ tra gli italiani all’estero, raccogliendo tuttavia piu’ di 8000 preferenze personali in non piu’ di 20 giorni di campagna elettorale. Ne sono tuttora orgoglioso, e non riesco a farmene una colpa.
Distinti saluti
Davide Pernice

Quanto precisato dal dottor Pernice non cambia nulla di quanto scritto nell’articolo. Al di là delle scelte (opinabili) del partito di fare candidature “di servizio” e dei pur ottimi riscontri elettorali di Pernice, resta un fatto che poi sia tornato a ricoprire il ruolo di assistente. Esattamente come riportato nell’articolo.
CG

 

In merito all’articolo dal titolo “Il valzer dei portaborse a Bruxelles parenti ex sindaci e trombati” pubblicato sul vostro giornale il 9 marzo 2017 a firma di Carmine Gazzani tengo a precisare che mi sono dimesso da Responsabile Amministrativo della Struttura Speciale dell´Assessore alla “Pianificazione Territoriale ed Urbanistica” della Regione Calabria, prof. Francesco Rossi il 12/02/2016 e che ho preso servizio come Assistente Parlamentare Accreditato a Bruxelles in data 15/02/2016. Come si evince quindi non c’è stata alcuna sovrapposizione o doppio incarico come invece erroneamente viene riportato nell’articolo
Carmine Nino

Fa piacere che non ci sia stata alcuna sovrapposizione. Purtroppo, come scritto puntualmente nel pezzo, il sito istituzionale della Regione Calabria porta ancora il dottor Nino come responsabile amministrativo (con tanto di mail di riferimento e curriculum)
CG

  • Matteo M

    Spezzo una lancia a favore di Pernice: è un esperto professionista della politica europea, assistente parlamentare da lungo tempo (da prima delle politiche del 2012, e vista la complessità della politica UE, l’esperienza e i contatti di uno come Pernice contano moltissimo) e quindi secondo me il suo inserimento in questa lista è una forzatura che fa comodo alla’uaore e alla sua testata più che all’accuratezza dell’informazione.

    Inoltre, è ben opinabile la professionalità di un giornalista che usa il termine dispregiativo “trombato” per parlare di un candidato non eletto. Immagino che il nostro Gazzanni sia stato trombato da testate più serie.