Alla fine la scelta รจ ricaduta sulla software house milanese Bending Spoons e la sua App (Immuni), per gestire la Fase-2 dellโemergenza Coronavirus. Ma giร si levano dubbi e perplessitร . Come quelle raccolte dallโAgenzia Dire, dellโavvocato Andrea Lisi, presidente di Anorc Professioni ed esperto di diritto dellโinformatica, che non risparmia critiche allโordinanza firmata dal commissario straordinario Domenico Arcuri (nella foto). E non solo per le criticitร relative alla privacy di milioni di italiani.
Cosa sappiamo? โQuel poco che si sa – afferma Lise – sui contorni del sistema di contact tracing non รจ per niente rassicurante. E io sono piuttosto perplesso. Leggendo lโordinanza sottoscritta da Arcuri non si riesce a comprendere alcun dettaglio sullโefficacia della soluzione tecnologica scelta, sulle sue finalitร , sul principio di minimizzazione da applicare a una mappatura di questa portata, sulla cessione dei dati che verranno trattati e dislocati da quanto si legge su un unico server (e questa centralizzazione non so quanto sia opportuna in termini di sicurezza informatica), e sulle stesse ragioni reali della scelta verso una company, la Bending Spoon Spa, che ha un expertise completamente diversa e, a quanto si sa, collabora o ha collaborato nella realizzazione dellโapp con il Centro medico Santagostino, catena di ambulatori privati, che ha senzโaltro molti interessi diretti e indiretti su questa applicazioneโ.
Ma non รจ tutto. โDa quanto ci รจ stato riferito – prosegue Lisi -, per poter funzionare una applicazione di questo tipo deve avere come presupposto indispensabile una verifica massiva dello stato di salute della popolazione, grazie ai tamponi. In Italia mancherebbe giร questo presupposto. Cosรฌ come mi sembra davvero velleitario anche solo immaginare che ci possa essere una diffusione dellโApp di oltre il 60% della popolazione italianaโ. Infine, โsembra essere mancato nella scelta un serio Privacy impact assessment, cioรจ una sorta di check ai fini di sicurezza informaticaโ.
Anche il Copasir, il Comitato parlamentare di controllo su sicurezza e intelligence, ha fatto sapere il presidente, Raffaele Volpi, intende “approfondire la questione dell’App ‘Immuni’ sia per gli aspetti di architettura societaria sia per quanto riguarda le forme scelte dal Commissario Arcuri per l’affidamento e la conseguente gestione dell’applicazione, non escludendo l’audizione dello stesso Arcuri ritenendo che si tratti di materia afferente alla sicurezza nazionale”.