L’Italia va meglio della Germania. Qui la produzione è in crescita. Parla l’economista Rinaldi: “Col Pd staremmo peggio. Il Governo sta facendo più dei suoi predecessori”

di Caris Vanghetti
L'intervista

“Se andiamo a vedere i dati della produzione industriale, mentre è in caduta libera quella tedesca, in Italia è stata positiva sia a gennaio che a febbraio”. Per il professor Antonio Maria Rinaldi (papabile ad una candidatura con la Lega alle elezioni europee) l’economia italiana sta meglio di come ci raccontano.

I numeri contenuti nel Documento di Economia e Finanza hanno fatto gridare in molti che l’Italia va malissimo, cosa ne pensa?
“Questo bisognerebbe dirlo al vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, che dice che ‘se l’Italia è la lumaca d’Europa al colpa è di questo Governo’ evidentemente è un novellino sulla scena politica internazionale per non essersi accorto che l’Italia è dal 2000 il fanalino di coda della Ue. Se non se ne è accorto fino ad ora mi preoccupo. Eppure è il vicepresidente della Commissione Europea. Siamo stufi di prendere rimbrotti da persone incompetenti. La Germania cresce dello 0,8% mentre l’Italia cresce dello 0,2, ma fino a poco tempo fa la Germania viaggiava sull’1,9 e noi all’1%, questo significa che il divario si è ridotto”.

Però non è un gran risultato, o sbaglio?
“Se andiamo a vedere i dati della produzione industriale, mentre è in caduta libera quella tedesca, in Italia è stata positiva sia a gennaio che a febbraio. Quindi di cosa stiamo parlando”.

Cosa pensa dell’andamento della Borsa di Milano dall’inizio di quest’anno?
“Piazza Affari continua a crescere in maniera sostenuta, questo significa che i mercati danno delle valutazioni diverse rispetto a queste dichiarazioni di Dombrovskis che sanno tanto di contenuto politico ed elettorale visto”.

Oggi (ieri per chi legge) l’Ufficio Parlamentare di Bilancio nel validare le previsioni del Def ha messo, però sull’avviso dal rischio di un peggioramenti dell’economia internazionale, e di quella italiana. Quale può essere l’impatto di queste valutazioni sulla Borsa?
“Io credo che i mercati, da questo punto di vista, siano molto più razionali dei commenti politici. In Italia dal 4 marzo dell’anno scorso, si è creato un partito dello spread che rema contro questo paese. E’ chiaro che sono tutti sordi e ciechi nel constatare che c’è una recessione a livello mondiale che coinvolge tutti i paesi. E l’Italia non ne è esente. Sono convinto che se al governo ci fosse l’opposizione questi numeri sarebbero anche peggiori. D’altronde un grosso errore dei precedenti Esecutivi è stato quello di aver riposto, quasi esclusivamente, nell’export il vantaggio dell’economia italiana, trascurando completamente i consumi interni”.

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