La bella vita dei portaborse Ue pure da disoccupati. C’è l’emergenza Coronavirus e Bruxelles pensa agli assistenti rimasti senza lavoro

di Clemente Pistilli
Politica
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Un lavoro nelle istituzioni europee fa dormire sonni tranquilli anche quando si finisce disoccupati. Le indennità sono di tutto rispetto e mai inferiori ai 1.600 euro al mese. Abbastanza per far sgomitare un esercito di portaborse. Tutti garantiti. Al punto che, mentre gli Stati membri sono in affanno a causa della pandemia, lunedì scorso la Commissione europea si è premurata di inviare al Parlamento e al Consiglio europeo una relazione sulla “situazione finanziaria del regime di assicurazione contro la disoccupazione a favore degli ex agenti temporanei o contrattuali e degli assistenti parlamentari che si trovino senza impiego dopo la cessazione dal servizio presso un’istituzione dell’Unione europea”.

L’indennità di disoccupazione dell’Unione europea va agli ex agenti contrattuali, quelli che principalmente svolgono funzioni di supporto amministrativo nelle diverse istituzioni europee, con stipendi base che variano dai 1.900 ai 6mila euro al mese, agli assistenti temporanei, che con contratti a tempo svolgono compiti specializzati e che hanno retribuzioni che partono dai 2.300 euro al mese, e per gli assistenti parlamentari accreditati, i cosiddetti portaborse, la cui retribuzione dipende dagli eurodeputati per cui lavorano, ai quali nel 2020 sono stati assegnati mensilmente 25.442 euro da impiegare per i loro assistenti. Indennità a cui si aggiungono gli assegni familiari e che non escludono altre forme di sostegno da parte degli Stati membri, visto che tali forme di sostegno sono complementari “all’eventuale indennità di disoccupazione nazionale percepita dall’ex agente”.

Una pacchia. Fatta di denaro prelevato dal fondo speciale per la disoccupazione, finanziato da un lato dai contributi degli agenti potenzialmente beneficiari e dall’altro da quelli del datore di lavoro di tali agenti. L’esecutivo presieduto da Ursula von der Leyen ha evidenziato che nel 2013 il fondo di disoccupazione presentava un deficit di un milione di euro e la riserva cumulata era passata da 16,1 milioni all’inizio del 2009 a due milioni di euro alla fine del 2015, ma che attualmente la riserva del fondo di disoccupazione è stata ricostituita, ammontando a quasi 28 milioni di euro a fine 2018. Insomma portaborse & c. non hanno di che preoccuparsi.

QUALCHE DATO. Nel 2018 sono state erogate indennità a 2.357 agenti temporanei, 6.191 agenti contrattuali e 578 assistenti parlamentari. Con indennità medie di 2.718 euro per i primi, 1.642 euro per i secondi e 2.102 euro per i portaborse. La durata media di tali aiuti? Sempre nel 2018 è stata di dieci mesi. Un paracadute di tutto rispetto. Costato due anni fa 19,4 milioni di euro e di cui hanno goduto soprattutto quanti hanno lavorato per la Commissione europea, per le diverse Agenzie e per il Parlamento europeo. Benefici andati a 110 ex dipendenti dell’Ue italiani, il 7,4% del totale. E nessun problema in futuro. Ursula von der Leyen vigila “per garantire la stabilità finanziaria del fondo”.

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