La Raggi come Conte con Salvini. Demolisce Zingaretti sui rifiuti. Strani giochi sull’impianto strategico di Colleferro. Pure Bruxelles contro il Lazio per i ritardi del piano

di Nicola Scuderi
Politica Roma

Ormai c’è poco da fare e sul tema dei rifiuti, tra Regione e Campidoglio è scontro totale. Giorno dopo giorno e con l’avvicinarsi delle festività natalizie, sulla Capitale aleggia l’inquietante ombra dell’emergenza immondizia che la sindaca Virginia Raggi sta provando a scongiurare ad ogni costo ma sempre nel rispetto delle norme vigenti. Proprio quanto ribadito ieri, durante la seduta del Consiglio Comunale in cui si sarebbe dovuto discutere dei siti per la nuova discarica di Roma, dalla grillina che, per l’occasione, si è tolta qualche sassolino dalla scarpa.

“Oggi siamo qui per ascoltare e confrontarci sulla realizzazione di nuove discariche e impianti come chiede l’ordinanza della Regione Lazio con l’ennesimo provvedimento emergenziale, calato dall’alto, che avrà conseguenze dirette per i cittadini” ha esordito la Raggi prima di lanciare la classica bomba mediatica: “Ma la discarica di Colleferro (in cui vengono smaltiti gran parte dei rifiuti della Capitale, ndr) poteva ospitare un altro anno i rifiuti ma è stato deciso di chiuderla in anticipo. I meglio informati dicono che Colleferro va a elezioni il prossimo anno e chissà che non ci sia stato un accordo politico elettorale tra il sindaco Pierluigi Sanna e Nicola Zingaretti?”.

MURO CONTRO MURO. Un durissimo intervento in cui la grillina ha soppesato con cura le parole per poi affermare, una volta per tutte, il suo definitivo “no alla discarica nel territorio di Roma” almeno fino a quando “la Regione Lazio non avrà ottemperato all’approvazione del piano rifiuti” che latita da quasi sette anni e che, per entrare in vigore, avrà bisogno di altro tempo. Già perché l’atto, spiega la sindaca “solo ieri (giovedì, ndr) è stato approvato in giunta” e da lì è stato inviato alla Commissione competente e dopo passerà al Consiglio regionale per l’esame finale e, quindi, la successiva entrata in vigore.

LA LETTERA INATTESA. Insomma il problema dei rifiuti non sarebbe imputabile esclusivamente al Campidoglio. Eppure c’è chi sostiene che il piano regionale esista e che affermare il contrario sia una farneticazione della Raggi. Peccato che a darle ragione è stata addirittura Bruxelles che, il 22 novembre scorso, ha inviato una durissima lettera all’Italia per esprimere “preoccupazione per una serie di problemi che sono stati portati all’attenzione della Commissione e che riguardano la gestione dei rifiuti nella Regione Lazio e, in particolare, nella città di Roma”.

Un duro j’accuse, in cui non si esclude l’apertura di una procedura d’infrazione, da parte dell’Unione Europea all’indirizzo della giunta Zingaretti a cui viene contestato il fatto che “il piano di gestione della Regione Lazio, adottato nel 2012, sembra essere rimasto in gran parte inattuato”. Ma c’è di più perché Bruxelles si chiede come mai “se esiste una sovraccapacità di trattamento meccanico-biologico disponibile in Regione, nel Lazio si sono verificati episodi di mancata raccolta dei rifiuti urbani a Roma”. Guarda caso un punto, questo, più volte usato dalla sindaca Raggi per affermare il suo “no” alla creazione di una discarica superflua.

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