La Raggi marca stretto Zingaretti. Una war room per vigilare sui rifiuti. Un tavolo controllerà il flusso negli impianti regionali. E il rispetto dell’ordinanza emanata dal governatore

di Davide Manlio Ruffolo
Politica

Forse doveva andare proprio così per iniziare a vedere un barlume di luce in fondo al tunnel. Con una crisi dei rifiuti apparentemente senza sbocchi, un rimpallo di responsabilità continuo tra Regione e Campidoglio, fino all’attesa collaborazione. Proprio quella che a lungo è mancata, come denunciato dalla sindaca Virginia Raggi ma che ora, dopo il recente braccio di ferro con il Governatore Nicola Zingaretti che messo alle strette ha firmato l’ordinanza con cui sbloccare la situazione, sembra produrre effetti benefici sulla città.

E così questa settimana la città sembra essersi svegliata in una condizione quasi accettabile su cui, come deciso dalla prima cittadina della città eterna, dovrà vigilare una cabina di regia appositamente creata ieri. Al tavolo siederanno, con cadenza settimanale, due componenti per ogni sigla sindacale, altrettanti membri della municipalizzata dei rifiuti di Roma e, ovviamente, da un manager del Campidoglio. Compito di questo nuovo organismo sarà quello di fornire le “proprie osservazioni sulle linee guida del nuovo piano industriale entro 10 giorni dalla trasmissione da parte del cda”, riunendosi “con cadenza settimanale” per trovare soluzioni ai problemi che affliggono tanto Ama quanto l’intera Capitale.

GABINETTO DI GUERRA. E infatti secondo l’idea annunciata ieri la commissione si occuperà degli spinosi macrotemi quali l’operatività, la logistica, i modelli di raccolta da utilizzare, la formulazione di piani di pulizia straordinaria e la gestione delle risorse umane dell’azienda. Inoltre all’interno di Ama è stata istituita anche una war room con il compito di comunicare dati aggiornati, ogni otto ore, sull’andamento del servizio e sul rispetto o meno dell’ordinanza regionale da parte delle strutture laziali coinvolte. Un controllo che sa di risposta all’atto firmato dal Governatore Zingaretti, quello con cui aveva istituito un commissariamento ‘mascherato’ della municipalizzata capitolina attraverso una lunghissima serie di prescrizioni; inclusa una dead line di sette giorni, ritenuta assolutamente irrealistica sia dai manager Ama che dalla Raggi stessa, per pulire l’intera città, pena pesanti sanzioni.

Insomma tra Regione e Campidoglio i rapporti restano tesi anche se va sottolineata l’apertura di credito dell’assessore del Lazio Massimiliano Valeriani secondo cui: “La collaborazione tra le istituzioni sta producendo i suoi effetti (…) Solo nella giornata di oggi, secondo le previsioni, saranno conferite agli impianti di Roma e della Regione in totale circa 1400 tonnellate di Rifiuti che rappresentano oltre la metà del fabbisogno settimanale stimato in 2000 tonnellate”.

IL PIANO B. Con la carenza di impianti, resa ancor più grave dal rogo che ha devastato l’impianto di trattamento biologico meccanico al Salario, il Campidoglio sta pensando anche ad altre soluzioni. Un cosiddetto piano B tra cui spicca l’opzione di sottoscrivere un contratto, per la durata di tre anni, con società svedesi e bulgare per portare all’estero 70mila tonnellate di immondizia. Qualcuno potrebbe pensare che si tratti dell’ennesimo tentativo di posticipare la questione ma così non è perché secondo il piano della Raggi, questo lasso di tempo servirebbe proprio a creare le strutture di cui oggi la città è carente. Senza contare che questo piano B diventerebbe anche un salvagente a cui aggrapparsi in caso di ulteriori imprevisti che, a Roma, non mancano mai.