La rivolta delle donne in Forza Italia. Carfagna e Prestigiacomo guidano 15 deputati per il sì alle unioni civili

di Stefano Iannaccone
Politica

Una rivolta delle donne in Forza Italia. Giusto con una “quota azzurra” di rappresentanti maschili. Che non cambia il quadro: la trazione della mini-fronda è decisamente al femminile. Sulle unioni civili, infatti, il partito di Silvio Berlusconi andrà in ordine sparso alla Camera. Sono almeno 15, forse 20 (su un totale di 53), i deputati che hanno manifestato l’intenzione di votare la legge che approderà a Montecitorio il prossimo 9 maggio. Certo, Forza Italia non voterà la fiducia che quasi sicuramente metterà il Governo sul provvedimento. “Porre la fiducia è una forzatura che conferma le divisioni della maggioranza. Ma le unioni civili sono un fatto positivo”, spiega l’ex ministra Stefania Prestigiacomo, che insieme a Mara Carfagna ha spinto per ottenere la libertà di coscienza sul testo già passato al Senato. La lista dei favorevoli include anche l’ex ministra delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, l’ex presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, la presidente della Commissione Equality and non Discrimination del Consiglio d’Europa, Elena Centemero, l’ex sottosegretario Laura Ravetto, e Lorena Milanato. Un parterre al femminile di grande spessore, visti i nomi che lo compongono, a cui si aggiunge la pattuglia maschile con Elio Vito, Elio Massimo Palmizio e Giorgio Lainati. E altri ancora verranno allo scoperto nelle prossime ore.

Mediazione fallita
La decisione non è maturata in maniera indolore, nonostante la fronda laica abbia elogiato la libertà di coscienza lasciata dal gruppo di Forza Italia. Secondo la ricostruzione, infatti, il presidente Renato Brunetta voleva inizialmente chiedere il “no” a tutti i deputati, sposando la tesi portata avanti da Daniela Santanchè. Nel corso della riunione a Montecitorio, a cui Mara Carfagna non ha partecipato, sono emerse alcune tensioni. Laura Ravetto ha cercato un punto di equilibrio: lasciare le mani libere ai parlamentari in cambio della cancellazione della conferenza stampa – convocata alla Camera – in cui Carfagna, Prestigiacomo, Vito, Polverini e De Girolamo hanno annunciato la posizione favorevole alle unioni civili. “Ho proposto una mediazione per evitare che l’annuncio pubblico favorisse strumentalizzazioni”, spiega Ravetto a La Notizia. “Ma – aggiunge – il tentativo non è stato accolto”. Stefania Prestigiacomo, durante il vertice del gruppo, ha ribadito di non voler cancellare l’appuntamento con la stampa. Ed Elio Vito ha individuato anche un elemento di forza: “La nostra posizione di apertura è un bene per la ricchezza e la pluralità di posizioni all’interno di Forza Italia e del centrodestra. Non dobbiamo lasciare certe battaglie in mano a una sinistra illiberale”. Ma non manca una stoccata da parte di Mara Carfagna: “A chi dice che vogliamo indebolire la famiglia, rispondiamo con un sorriso. Perché riconoscere i diritti non significa essere contrari alla famiglia”.

La critica e l’appoggio
Nemmeno la questione di fiducia ha provocato ripensamenti tra le donne di Forza Italia. “Siamo rimasti spiazzati dall’annuncio di Matteo Renzi”, ammette Prestigiacomo. Che precisa: “Diremo no alla fiducia, e sì al testo”. “Il presidente del Consiglio vuole trasformare anche questa legge in un ring. Ma le unioni civili non sono un incontro di pugilato. È la storia di discriminazioni e di persone che chiedono il riconoscimento di diritti”, le fa eco Carfagna. E proprio l’ex ministra lancia l’attacco: “Il testo è scritto male ed è contraddittorio, anche dal punto di vista di riferimenti normativi. Ma ha il merito di risolvere un problema aperto da troppo tempo in Italia”.