La Sicilia se ne frega dei divieti e riattiva le trivelle. Strappo della Giunta regionale in Val di Noto. Il governatore Musumeci accusa il Governo

di Giorgio Iusti
Politica

Via libera alle trivelle. Nonostante il Decreto semplificazioni abbia bloccato tutti i permessi per le ricerche di idrocarburi in mare e il premier Giuseppe Conte, nel chiedere la fiducia alle Camere, abbia specificato che è intenzione del Governo giallorosso bloccare tali attività, la Regione Sicilia ha dato l’ok alle trivellazioni. Palazzo dei Normanni ha autorizzato infatti le esplorazioni, tutelando così gli interessi  della compagnia petrolifera texana Panther Oil e ignorando i danni per l’ambiente.

Più nello specifico, l’ok è stato dato a un progetto di trivellazione per la ricerca di gas presentato dalla Panther Eureka Srl, attualmente Maurel et Prom Italia Srl, con un decreto con cui è stato espresso parere favorevole alla procedura relativa alla valutazione di incidenza ambientale, autorizzando la compagnia a procedere a un rilievo geofisico all’interno del permesso di ricerca denominato Fiume Tellaro. Un permesso che riguarda un’area ampia nelle provincie di Siracusa, Ragusa e Catania.

Il movimento No-Triv e i sindaci di Noto, Scicli, Rosolini, Modica e Ispica sono insorti, annunciando ricorsi e chiedendo l’intervento del ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli. Il governatore Nello Musumeci (nella foto) scarica ogni responsabilità sul Governo gialloverde: “Si tratta di un percorso delineato dal governo nazionale, nel novembre del 2018, e attuato dagli organi periferici della Regione”. Ma il Movimento 5 Stelle non ci sta. Una vicenda su cui con ogni probabilità dovrà intervenire il Conte.

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