La smentita di Fico conferma l’articolo de La Notizia. Il presidente replica ma il bando di gara di Montecitorio per i servizi fotografici parla chiaro: l’importo stimato è di 200mila euro

di Antonio Acerbis
Politica

“Questa notizia è semplicemente falsa”. Così esordisce un comunicato piccato del presidente della Camera, Roberto Fico, che mira a sbugiardare quanto scritto dal nostro giornale (dopo due giorni, solo dopo che il pezzo era stato ripreso da Dagospia) in merito al bando da 200mila euro (eccolo) per “la somministrazione a discrezione di servizi fotografici”. Peccato che nella nota non solo il presidente non smentisca alcunché, ma confermi quanto da noi riportato.

Il presidente, infatti, riconosce l’esistenza del bando e precisa che si tratta “di eventi, incontri dei membri dell’ufficio di presidenza o delle visite di alte cariche straniere qui a Montecitorio”. Nulla di più (o di meno) di quanto scritto da La Notizia. Ma andiamo oltre. Il presidente, infatti, contesta il paragone con i costi sostenuti finora per i servizi fotografici, sottolineando che “è stato messo a punto un bando che riduce di 50mila euro all’anno il budget che la Camera può spendere per questa attività”. E ne siamo ben lieti.

Ma il nostro discorso è che se si prende, per dire, l’anno appena trascorso, stando alla documentazione di Montecitorio relativa giustappunto ai “servizi fotografici” sono stati spesi nel primo semestre 22.387 euro, nel secondo 14.884. Per un totale di 37.271 euro. Esattamente come scritto. Ci fa piacere che il presidente precisi che “non è prevista una spesa minima ma solo una massima”. Anche qui, però, nulla confligge con quanto scritto da La Notizia che parla, non a caso, di “importo stimato”.

Esattamente la dicitura contenuta nel bando di gara (qui a fianco uno stralcio). Da qui la domanda: se l’anno scorso sono stati spesi 37mila, perché si prevede di spenderne in media 100mila all’anno? Siamo certi che la Camera spenderà molto meno, non abbiamo dubbi. Per il resto, come da nostro compito, monitoreremo e, nel caso, denunceremo.