Nel giorno della ricorrenza della strage di Capaci, riportiamo qui di seguito lโincipit del libro di Edoardo Montolli โI diari di Falconeโ (Chiarelettere), in cui il giornalista recupera materiali rivelatori che sono stati trascurati nelle inchieste della magistratura e che invece aiutano a capire che cosa รจ successo quel 23 maggio 1992.
Roma, 23 maggio 1992, sabato pomeriggio. Intorno alle sedici, Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo salgono sullโauto della scorta, diretti allโaeroporto di Ciampino, dove un aereo deve portarli a Palermo. Sarebbero dovuti partire ventiquattrโore prima, ma Francesca era impegnata alla commissione per il concorso in magistratura. Cosรฌ il viaggio รจ stato rimandato. Il giudice annota il volo su unโagenda elettronica, una Sharp. Lo fa sempre: il databank rappresenta la cartina al tornasole della sua attivitร . Lรฌ dentro sono registrati incontri, nomi, numeri di telefono, gli impegni e le trasferte del mese. Ma anche la prova che quel giorno le cose sono andate diversamente da come saranno raccontate negli anni a venire. In che modo, lo si vedrร a breve. Lโaereo di Stato atterra a Palermo alle 17.43. Tre minuti piรน tardi le auto blindate che scortano i magistrati si avviano verso la cittร . Non lontano, alle 17.49, inizia una conversazione telefonica molto lunga, 325 secondi, tra due mafiosi del paese di Altofonte: Nino Gioรจ e Gioacchino La Barbera. Stanno spiando il percorso delle macchine. Giorni addietro dei bidoncini di plastica carichi di esplosivo sono stati trasportati allโaltezza dello svincolo per Capaci e infilati con uno skateboard in uno stretto cunicolo, in attesa dellโora X.
Avrebbero dovuto ucciderlo due mesi prima, Falcone, a Roma. Sarebbe stato molto piรน facile e non sarebbe servita una preparazione tanto meticolosa. E poi a Cosa nostra, secondo lo stesso giudice, non interessa spettacolarizzare, a meno che non sia indispensabile. I killer erano giร partiti da Palermo per intercettarne i movimenti. Ma i pentiti diranno che nel giro di due settimane Totรฒ Riina aveva cambiato idea, perchรฉ aveva ยซcose piรน grosse per le maniยป. E cosรฌ, ecco il megacantiere sotto lโautostrada, una cosa mai vista. Falcone sa da sempre di poter finire vittima di un attentato. Ma certo non immaginerebbe mai che il commando che si deve occupare di lui e provocare la piรน eclatante strage della storia della mafia sia composto prevalentemente da personaggi di secondo piano. Quasi un anno prima ha infatti scritto: ยซร ormai prassi, soprattutto negli ultimi tempi, che i capi partecipino di persona alle azioni particolarmente pericolose o importanti: accresce il loro prestigio. Allโassassinio del commissario Ninni Cassarร , il 6 agosto 1985, la Cupola prende parte in prima persona, pressochรฉ al completoยป.
IL COMMANDO. Ci si aspetterebbe di trovare cosรฌ ad attenderlo Riina e Bernardo Provenzano. Invece, a parte Giovanni Brusca, il gruppo di fuoco di Palermo appostato allโaltezza di Capaci non รจ formato dal gotha della Cupola: Gioรจ, La Barbera, Santino Di Matteo e Giovan Battista Ferrante non ne fanno parte. Neppure lโartificiere chiamato per unโoperazione tanto delicata รจ un uomo di stretta fiducia di Riina. Si chiama Pietro Rampulla, giร militante di Ordine nuovo, a capo della famiglia mafiosa di Caltagirone, legato ai catanesi di Nitto Santapaola. Benchรฉ le sue capacitร con il tritolo siano note, Giovanni Brusca dice di averlo portato dal boss solo durante le fasi preparatorie dellโattentato. Salvatore Cancemi, reggente del mandamento di Porta Nuova, e controllore delle ยซvedetteยป del gruppo, non lo ha mai visto prima. Il commando non รจ solo insolito, non รจ nemmeno affiatato: รจ la prima volta che lavorano tutti insieme. La Barbera, ad esempio, ha incontrato una sola altra volta Cancemi e Domenico e Raffaele Ganci. Ed รจ peraltro ยซrientratoยป nella famiglia mafiosa di Altofonte giusto un mese prima. Ma รจ lui ad avere il delicato compito di osservare il corteo delle auto blindate muoversi verso Capaci.ย Appena lo incrocia, avverte, al cellulare di Brusca, Nino Gioรจ. Questโultimo, cannocchiale alla mano, aspetta su una collinetta il momento giusto, poi dร il via. Brusca stringe il radiocomando. Ora anche lui nota il corteo: i rami di un albero che gli coprivano la visuale sono stati tagliati da tempo appositamente. Preme il bottone.
LโORA X. E alle 17.56 lโautostrada salta in aria con un sincronismo che i militari definirebbero perfetto: oltre a Falcone e alla Morvillo, muoiono gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Ma i mafiosi hanno avuto due incredibili colpi di fortuna dalla loro parte. Il primo: Falcone si era voluto mettere alla guida, lasciando dietro lโautista Giuseppe Costanza, che si salverร . Il secondo: le auto viaggiavano a una velocitร notevolmente inferiore rispetto a quella che i killer avevano calcolato, a 80-90 chilometri lโora. E soltanto questo ha permesso di azionare lโesplosivo nel momento esatto, sorprendendo lo stesso Brusca, che ha esitato nellโattimo decisivo, al punto che Gioรจ รจ stato costretto a gridargli per ben tre volte di schiacciare il bottone. Nonostante la triplice indecisione, malgrado non avessero mai lavorato prima insieme, malgrado non fossero i capi, lโimpresa รจ incredibilmente riuscita.
PUNTI DI DOMANDA. Diventati collaboratori di giustizia, gli uomini del commando non sono tuttavia mai riusciti a chiarire quando e dove Riina avesse deciso di eliminare Falcone e lo avesse comunicato agli altri: qualcuno dice che รจ stato verso la fine del โ91, in una riunione avvenuta nellโennese, qualcun altro nei primi giorni del โ92, o ancora dopo la sentenza del 30 gennaio 1992, quando la Cassazione rese definitive le condanne del maxiprocesso. Nelle ultime dichiarazioni di Giovanni Brusca si parla della comunicazione avvenuta durante una cena per gli auguri di
Natale del 1991. E in quella di Vincenzo Sinacori, infine, di una riunione tenutasi a Castelvetrano tra lโottobre e il novembre del 1991. Si sa soltanto, dalle loro parole, che le menti operative furono due: una รจ Salvatore Biondino, trait dโunion tra il gruppo di fuoco e Riina, che non si รจ mai pentito, lโaltra รจ Nino Gioรจ, morto ufficialmente suicida in circostanze a dir poco inquietanti quattro mesi dopo il suo arresto.
Anche la questione dellโesplosivo, su cui saranno chiamati a lavorare lโFbi e i laboratori della Defence Research Agency inglese, รจ rimasta piuttosto controversa. Brusca preciserร sempre che ยซRampulla ha avuto solo il compito di reperire il telecomando e poi lโassemblaggio. Per quanto riguarda la parte tecnica, come ebbi a dire, durante la strage di Capaci, mi sono avvalso di un perito, di un fochino che proprio รจ competente della materiaยป. Lui, il fochino, gli avrebbe ยซdato tutte le spiegazioni per come portare a termine la strage di Capaci, il collegamento, la funzione, tutto quello che dovevo fareยป. Quanto al materiale utilizzato, ci vorranno quasi tre decenni e โ in assenza dei reperti originali non piรน disponibili โ la testimonianza di Brusca, La Barbera, Di Matteo, Ferrante, Salvatore Grigoli e Gaspare Spatuzza per chiarire agli ultimi due periti, Claudio Minero e Marco Vincenti, ordinari di Chimica analitica allโuniversitร di Torino, che ยซin termini di probabilitร ยป furono usati due tipi di esplosivo: uno civile da cava e un altro bellico, con nitrato dโammonio. ร vero che questโultimo componente รจ stato rilevato in labili quantitร , ma, essendo il nitrato solubile, la pioggia potrebbe averlo disciolto. Potrebbe. ร stato Spatuzza, dโaltra parte, a raccontare come recuperรฒ le bombe inesplose della Seconda guerra mondiale in mare, tirandole su con una fune, smontando gli ordigni e triturando ciรฒ che cโera dentro. Allโepoca era giร uomo fidatissimo dei boss di Brancaccio Filippo e Giuseppe Graviano, ma non era ancora stato ยซcombinatoยป (lo sarร solo nel 1995). Tanto che Brusca lo conosceva semplicemente come un impiegato. E ne ignorava il ruolo di ยซfornitoreยป per la strage.
GLI SPOSTAMENTI DEL GIUDICE.ย Perchรฉ poi cโรจ lโagenda Sharp. ร leggendo quegli appunti che la ricostruzione non torna sul punto piรน importante: e cioรจ come facessero i mafiosi a sapere che proprio sabato 23 maggio Falcone sarebbe sceso a Palermo. E a essere pronti, appostati sulla collina. Gli uomini del commando raccontano di aver studiato un piano perfetto per scoprirlo: pedinarono la Croma dellโautista che da casa del giudice andava a prenderlo allโaeroporto e appresero cosรฌ in quali giorni faceva rientro e con quali voli.ย Per questo erano abbastanza sicuri che si sarebbe presentato di sabato. Perchรฉ lo avevano verificato personalmente.ย Lo spiegano tutti i pentiti al processo del 1996.