Con la tregua tra Stati Uniti e Iran che appare sempre più in crisi, tornano a salire i prezzi dei carburanti. È questo l’effetto, ampiamente previsto, dei raid statunitensi iniziati nel weekend e proseguiti anche oggi. Bombardamenti che hanno riportato il rincaro dei carburanti ai massimi da quasi un mese, con la benzina che si avvicina a 1,88 euro al litro e il diesel ormai a un passo da 1,99 euro al litro.
Come riporta Askanews, IP ha già superato quota 2 euro al litro sul diesel self service, mentre il prezzo più basso tra le compagnie è quello di Eni, con 1,983 euro al litro. Per la benzina si va dagli 1,878 euro al litro di Tamoil agli 1,898 euro al litro di IP.
Questa mattina il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,879 euro al litro per la benzina, in aumento di 10 millesimi rispetto a venerdì, e a 1,989 euro al litro per il gasolio, con un balzo di 21 millesimi. Più contenuti, invece, i movimenti dei carburanti alternativi: il GPL scende a 0,751 euro al litro, in flessione di 2 millesimi rispetto a venerdì, mentre il metano resta invariato a quota 1,554 euro al chilogrammo.
Per quanto riguarda la rete autostradale, il prezzo medio della benzina in modalità self service è di 1,969 euro al litro (+8 millesimi), mentre il gasolio raggiunge i 2,065 euro al litro (+13 millesimi). Anche in questo caso il GPL viene venduto a 0,883 euro al litro, in calo di 1 millesimo, mentre il metano sale di 1 millesimo, arrivando a 1,582 euro al chilogrammo.