L’arte italiana contemporanea vuole contaminare la scena culturale americana. A Miami prende quota la Valli Art Gallery

dalla Redazione
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Miami è la città del glamour, della vita notturna anche in pieno giorno. Miami è la meta elettiva dei “ricchi e famosi” provenienti da ogni parte del pianeta Terra che abitano ville dai costi proibitivi per il resto dell’umanità e hanno barche che sembrano bastimenti ormeggiate sul loro molo privato. Sì, Miami è questo, ma solo in parte. Tale aspetto della città – per quanto spesso fornisca titoli sensazionali ai rotocalchi del mondo intero – è una porzione della realtà davvero marginale.

Miami è anche e soprattutto, il luogo dove le tante Americhe si incontrano e si confondono facendo nascere un vivace e interessante e caratteristico esito culturale, è il luogo dove ci sono alcune tra le più importanti università degli Stati Uniti, dove le strade pullulano di teatri, cinema, club dove si esibiscono i grandi della musica latina, caraibica e jazz, dove ancora ci sono sontuose librerie e centri culturali, musei bellissimi e assai produttivi, gallerie d’arte internazionali e addirittura interi quartieri esistono quasi solo per far da palcoscenico alla creatività in ogni sua declinazione.

Ma cambiare uno stereotipo, una visione semplificata ma largamente condivisa su un luogo o un gruppo riconoscibile di persone, appunto, è un compito davvero difficile. Ci sta provando con molto impegno e con le idee piuttosto chiare anche sulle strategie da seguire, Franco Valli con la sua “Valli Art Gallery” di Wynwood, il sobborgo dei murales, dei locali un po’ alternativi e, appunto, delle tante gallerie d’arte. Valli è partito con l’ambizioso programma di contaminare la scena culturale americana con l’arte italiana contemporanea, stringendo importanti relazioni con le istituzioni, gli enti museali pubblici e privati e i curatori internazionali e, naturalmente, mostrando ad un pubblico sempre più consapevole, le opere dei grandi maestri italiani.

Proprio per questo programmi della galleria sono focalizzati su riferimenti cronologici ed artistici che individuano nei movimenti artistici del nostro secondo Novecento e nelle opere dei loro protagonisti – come Mimmo Rotella, Giosetta Fioroni, Alberto Biasi, Michelangelo Pistoletto – una formidabile base culturale anche per incrementare una più complessa e duratura strategia di promozione di tutta l’arte italiana Oltreoceano. La “Pop Art” italiana, per esempio, sta ottenendo, in queste ultime stagioni, l’attenzione delle critica americana e l’interesse dei curatori di musei di prima grandezza. E di qui, anche un’impennata delle quotazioni.

“La via italiana alla modernità – spiega lo stesso gallerista – pur in sintonia con il resto del mondo, è sempre stata espressa dai nostri grandi artisti in maniera linguisticamente autonoma e genuinamente personale, tanto – come riconoscono oggi i critici americani – da essere riuscita ad arricchire di significato e a fornire un’inedita prospettiva all’intero movimento artistico dell’epoca”.

Il pubblico più raffinato che frequenta la città della Florida conosce già alcuni eventi internazionali come l’Art Basel Miami –  “l’edizione” americana della fiera dell’arte Svizzera che ogni dicembre attira collezionisti, galleristi, curatori e curiosi da ogni parte del mondo – ma la città Florida potrebbe essere una meta d’arte per tutto l’anno. E la scommessa di Franco Valli si spinge ancora più in là: far diventare Miami una capitale culturale, un luogo dove l’arte e quella italiana in particolare, entra da protagonista nelle scuole, nelle università, nei palazzi delle istituzioni.

L’ultima esperienza proprio in quest’ottica, è stata la mostra di Cesare Berlingeri inaugurata a maggio scorso che, oltre una ampia personale presso la Galleria, ha avuto contemporaneamente una rappresentazione molto significativa delle opere del pittore calabrese presso il Consolato d’Italia e anche un momento accademico attraverso una lezione nelle aule dell’Unviersity of Miami tenuta dallo stesso Berlingeri dinnanzi ad un nutrito numero di studenti e professori americani.

Con il medesimo approccio la “Valli Art” sta mettendo in cantiere una collettiva dal titolo piuttosto esplicito: “The Italian master do it better”, una mostra che contempla le opere storiche di Fioroni, Rotella, Pistoletto, Biasi, Pinelli, Bonalumi ed altri, prevista a Miami per l’ultima settimana di novembre.  Seguiranno anche mostre personali di ognuno di questi autori e per alcuni si è manifestato l’interesse di un grande museo della città per ospitarne una retrospettiva.

Ma in pentola bolle molto di più e a più ampio raggio: Valli vuole attivare già dal prossimo anno scolastico, un programma di iniziative di sensibilizzazione all’arte presso quante più scuole del Miami Dade County, garantendo contenuti specifici e modulati secondo i diversi ordini scolastici. Unica costante, una grande attenzione per la storia dell’arte italiana.