Lavoro, accordo sulla rappresentanza sindacale. Firmano confederali e Confindustria. Una riforma attesa dal 2011

di Alessandro Righi
Politica

Stop ai contratti pirata, con regole per misurare concretamente il peso delle parti sociali. Dopo otto anni di tavoli e discussioni, Cgil, Cisl e Uil e Confindustria hanno firmato la convenzione per l’attuazione del Testo unico della rappresentanza dei sindacati. Secondo l’accordo, all’Inps spetta il compito di valutarla attraverso la valutazione degli iscritti i cui dati verranno incrociati con i voti delle elezioni delle Rsu, il cosiddetto “dato elettorale”. La firma di ieri attua il testo unico sulla rappresentanza del 2011. Sulla base del Testo Unico, saranno considerati validi ai fini della contrattazione collettiva nazionale solo quei contratti sottoscritti da organizzazioni sindacali che rispettano due tetti: la soglia del 5% per sedere al tavolo di contrattazione nazionale e la maggioranza semplice del 50% più uno per firmare i contratti.

La stessa maggioranza sarà necessaria per la cosiddetta “consultazione certificata” dei lavoratori che saranno chiamati a esprimersi sugli stessi accordi. Garante del processo di certificazione sarà un Comitato ad hoc, composto da esponenti delle organizzazioni sindacali e datoriali, presieduto da un rappresentante del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per il presidente dell’Inps Pasquale Tridico si tratta di un momento “importante”, da tempo atteso, “nel quale si fissano criteri trasparenti sulla rappresentatività dei sindacati, in un percorso iniziato nel 2011”. Basti pensare che oggi oggi al Cnel sono depositati oltre 800 contratti collettivi nazionali ma solo un terzo di questi sono stati sottoscritti da sindacati e associazioni datoriali maggiormente rappresentativi. La firma, ha sottolineato non a caso Tridico, rappresenta un passaggio fondamentale verso una contrattazione con “una funzione anticoncorrenziale”.

LE REAZIONI. Esulta anche il Governo con il ministro Nunzia Catalfo: “La convenzione fa una vera lotta al dumping salariale e un primo passo in un percorso che punta a dare condizioni sempre più dignitose ai lavoratori così come sancito dalla costituzione italiana”. Per la Cgil di Maurizio Landini “la contrattazione collettiva, faro dell’azione sindacale, come strumento di mediazione avanzato tra le parti sociali è un elemento di crescita della democrazia”, mentre la leader Cisl Annamaria Furlan “finalmente arriva un accordo importante che rilancia la contrattazione ed il ruolo libero ed autonomo delle associazioni sindacali nei luoghi di lavoro e nel Paese”. “Mi auguro che la stipula di questa Convenzione possa essere l´inizio di una nuova fase del modello di rappresentanza e rappresentatività, per migliorare le condizioni dei lavoratori, dei pensionati”, chiosa infine Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil. Dopo questo primo passo, si potrà procedere col salario minimo.

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