La legge di Bilancio approda a Montecitorio. Piena zeppa di mance: soldi a Lega Pro, fondazioni sconosciute e consiglieri di Stato ma solo se tedeschi

di Carmine Gazzanni
Politica

Dalle indennità dei consiglieri di Stato ma solo se di lingua tedesca, fino al contributo alla Fondazione Graziadio Isaia Ascoli per “la formazione e la trasmissione della cultura ebraica”. Tra le maglie della legge di bilancio (in totale, 684 commi) appena approdata alla Camera, si ritrova di tutto. D’altronde La Notizia in tempi non sospetti aveva elencato tutte le simpatiche mance che i senatori avevano provato a inserire tramite emendamenti in sede di esame. Eppure non sono poche le regalìe che, nel silenzio generale di media e politica, sono riuscite a passare indenni e ad essere inserite nella Manovra. In attesa, allora, di conoscere quali altre amenità i deputati proveranno a inserire a Montecitorio, andiamo a vedere cosa ritroviamo all’interno della legge di bilancio, a metà del suo percorso complessivo. E partiamo proprio dalla curiosa indennità per i consiglieri di stato di lingua tedesca, per i quali il comma 276 assegna una “indennità a titolo risarcitorio” in relazione al “mantenimento della residenza nel territorio della provincia di Bolzano”, per un massimo di 50mila euro. Insomma, per tentare di trattenere consiglieri di Stato in territorio italiano, ecco la bella (e corposa) indennità. Ma, ovviamente, questa non è che una delle tante curiosità. Per dire: pochi avranno sentito parlare di Graziadio Isaia Ascoli, che fu glottologo e senatore del Regno d’Italia. Ecco, c’è una Fondazione a suo nome che, per dire, non ha nemmeno un sito internet. Cionondimeno riceverà 1,5 milioni di euro a decorrere dal 2018. Ma di curiosità ne abbiamo a bizzeffe. Dai 50mila euro assegnati al cimitero delle vittime del Vajont ai 400mila euro ai 200mila che andranno, invece, alla “Accademia nazionale delle scienze detta XL”; dai 300mila euro che riceverà l’Istituto Luigi Sturzo fino ai 350mila di cui godrà, invece, l’Accademia Viviarum Novum.

Sedi internazionali? Paghiamo noi – Finita qui? Certo che no. Perché, ad esempio, spunta tra i vari commi anche il finanziamento per il Museo di San Caprasio in Aulla o per il Libro parlato di Feltre. Senza dimenticare l’emendamento, sponsorizzato al Senato da Ugo Sposetti, per costituire un fondo ad hoc per la conservazione “degli archivi dei movimenti politici degli organismi di rappresentanza dei lavoratori”. Spuntano poi, manco a dirlo, incombenze internazionali: anche qui gli impegni economici sono di rilievo, a cominciare dai 3 milioni per la partecipazione a Expo Dubai 2020 e, soprattutto, la creazione di un fondo con una dotazione di 5 milioni per il 2018, 10 per il 2019 e 20 per gli anni dal 2020 al 2022, per “la partecipazione italiana al finanziamento delle spese di costruzione e manutenzione”  degli immobili delle organizzazioni internazionali. Dal primo comma fino all’ultimo, insomma, le curiosità sembrano non finire mai. E forse non è un caso che anche proprio l’ultimo provvedimento (comma 684), inserito manco a dirlo al Senato, prevede un finanziamento ad hoc per l’Anas, da 32 milioni di euro, per “il rapido completamento delle opere inerenti la società Quadrilatero Umbria Marche”, la società che si occupa delle principali arterie di collegamento tra le due regioni. E rimanendo sull’ambito infrastrutturale, non si può non citare il fondo per l’ippodromo di Merano (1,5 milioni di euro) o, ancora, l’istituzione del Parco del Delta del Po (per 400mila euro), per preservare le bellezze naturali del posto. Peccato che l’emendamento sia stato inserito alla carlona e ora la creazione di questo Parco, così com’è stata pensata, è criticata dalle stesse associazioni ambientaliste. Per chiudere: spiccano una marea di emendamenti “calcistici”: dalle agevolazioni per gli stadi fino a quelle per le squadre di Lega Pro. Passando per la creazione di un Fondo “a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano”, che gestirà non pochi soldi (12 milioni nel 2018). Un bel supporto per Giovanni Malagò dopo la figuraccia di Tavecchio.

Le Olimpiadi di Torino. Ancora – Ma non è tutto. C’è spazio per tutti e per tutto all’interno della legge di bilancio. Finanche per le Olimpiadi invernali di Torino. Impossibile? Niente affatto. Il comma 678, infatti, aggiunto dopo l’esame in commissione Bilancio del Senato, prevede la “proroga di un anno” (e dunque fino al 31 dicembre 2018) del termine ultimo di operatività del Commissario liquidatore dell’Agenzia per lo svolgimento dei Giochi olimpici Torino 2006. Sì, l’ente che ha organizzato l’evento, tenutosi undici anni fa, ancora è in fase di liquidazione. E lo sarà anche per tutto l’anno prossimo. Ma di proroghe ce ne sono a iosa. Da quella, ormai classica, della convenzione con Radio Radicale, fino a quella dell’unità tecnica della gestione rifiuti in Campania. Per non dimenticare la “proroga della durata del Commissario per la realizzazione delle opere relative alla tratta ferroviaria Napoli-Bari”, una tratta che si attende da anni e per questo era stata ideata la figura del commissario, per aggirare intoppi burocratici e accelerare l’iter. Peccato che un provvedimento che sarebbe dovuto cessare a fine 2016, è stato prorogato per la seconda volta. Ultima scadenza: dicembre 2018. Sperando sia davvero l’ultima.

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